Notizie

Sei sicuro di saperla? Si scrive ce n’è o ce ne? L’errore che in molti commettono

Grammatica italiana
Come si scrive: ce n'é o ce ne? L'errore che fanno in molti - Assodonna.it

L’errore che in molti commettono – e causa davvero brutte figure – qual è la versione grammaticalmente corretta: ce n’è o ce ne?

Tra gli errori più diffusi nella scrittura quotidiana – dai messaggi sui social alle email di lavoro – ce n’è uno che continua a mettere in difficoltà moltissimi italiani: si scrive ce n’è oppure ce ne?

Una domanda che sembra banale, ma che in realtà nasconde una distinzione grammaticale precisa. E, come spesso accade, basta capire la logica per non sbagliare più.

Si scrive ce n’è o ce ne? L’errore che commettono in molti

Il problema nasce dal fatto che entrambe le forme esistono nella lingua italiana, ma non sono intercambiabili. La differenza dipende dal ruolo che svolgono nella frase e dalla presenza o meno del verbo essere. È proprio questo dettaglio a determinare la scelta corretta.

La forma “ce n’è” si usa quando nella frase è presente il verbo essere alla terza persona singola, ovvero è. In questo caso, n’ è la forma elisa di ne, mentre ce è un rafforzativo che accompagna il verbo. Il significato è quello di “ce ne è”, ovvero “ne esiste”, “ne è presente una certa quantità”. È la forma che si utilizza quando si parla dell’esistenza o della presenza di qualcosa. Esempi tipici sono:

  • Ce n’è ancora un po’.
  • Ce n’è abbastanza per tutti.

In questi casi, togliendo ce, la frase resta comunque corretta: Ne è rimasto un po’, Ne è abbastanza. È un buon trucco per verificare se la forma è quella giusta. Diverso è il caso di “ce ne”, che si usa quando ne ha funzione di pronome e non è seguito dal verbo essere. Qui non c’è elisione, non c’è apostrofo e non c’è il verbo è. La costruzione serve a indicare quantità, provenienza o sostituzione di un complemento introdotto da di. Frasi corrette sono:

  • Ce ne andiamo subito.
  • Ce ne sono molti.
  • Ce ne vuole di pazienza.
Libro

L’errore grammaticale che commettono in tanti – Assodonna.it

In questi esempi, ne non è legato al verbo essere, ma svolge un ruolo diverso: indica una parte, una quantità, un’origine. E infatti non richiede l’apostrofo. Il motivo per cui l’errore è così comune è semplice: nella lingua parlata le due forme suonano quasi identiche, e spesso si tende a inserire l’apostrofo “a orecchio”. Ma la grammatica non lascia spazio a interpretazioni: l’apostrofo compare solo quando ne si elide davanti a è.

Un altro modo per evitare errori è ricordare che “ce n’è” è sempre singolare, perché contiene il verbo è. Se la frase è al plurale, l’apostrofo non può esserci: ce ne sono, ce ne erano, ce ne saranno. È una regola semplice, ma molto efficace. La questione, insomma, non è solo un dettaglio da puristi della lingua. In un’epoca in cui la comunicazione scritta è ovunque – dai messaggi istantanei ai post pubblici – evitare errori basilari contribuisce a dare un’immagine più chiara e professionale di sé. E conoscere la differenza tra ce n’è e ce ne è un piccolo passo in quella direzione.

La prossima volta che ti troverai a scrivere una frase con ne, fermati un secondo: c’è il verbo essere? Se sì, allora ce n’è è la scelta giusta. In caso contrario, la forma corretta è ce ne. Una distinzione semplice, ma fondamentale.

Change privacy settings
×