Il dibattito attorno al cosiddetto “bonus nonni” continua a generare confusione tra le famiglie italiane che desiderano aderirne.
Diverse fonti e titoli giornalistici hanno alimentato l’idea che nel 2026 esista un sostegno statale diretto ai nonni che accudiscono i nipoti, ma la realtà normativa è ben diversa. Analizziamo con precisione quali sono gli aiuti effettivamente disponibili, i requisiti necessari e come muoversi nel panorama degli incentivi INPS.
La misura più rilevante che riguarda gli anziani è la Prestazione Universale, introdotta in via sperimentale dall’1 gennaio 2025 e attiva fino al 31 dicembre 2026. Questa prestazione non è un bonus per chi fa da babysitter, ma un supporto economico rivolto esclusivamente agli anziani ultraottantenni non autosufficienti con bisogni assistenziali gravissimi.
Per accedere alla Prestazione Universale è necessario soddisfare tutti i seguenti requisiti:
- età minima di 80 anni;
- titolarità dell’indennità di accompagnamento;
- ISEE sociosanitario ordinario non superiore a 6.000 euro;
- riconoscimento da parte dell’INPS di un livello di bisogno assistenziale gravissimo, valutato mediante una commissione tecnico-scientifica e un questionario sociale.
La prestazione si compone di due quote mensili:
- una quota fissa pari all’indennità di accompagnamento (circa 542 euro al mese);
- una quota integrativa aggiuntiva di 850 euro, destinata esclusivamente a sostenere spese documentate per l’assistenza domiciliare, come il pagamento di badanti con contratto regolare o l’acquisto di servizi qualificati di assistenza non sanitaria.
È fondamentale sottolineare che la quota integrativa non è una somma di denaro da spendere liberamente: il beneficiario deve fornire la rendicontazione delle spese sostenute, pena la sospensione o la decadenza del beneficio.
La domanda per la Prestazione Universale deve essere presentata telematicamente sul portale INPS o tramite patronati, utilizzando credenziali digitali come SPID, CIE o CNS. La prestazione decorre dal mese di presentazione della domanda e permane fino alla fine del periodo sperimentale.
Libretto Famiglia e bonus baby sitter: cosa c’è di vero per i nonni?
Contrariamente a quanto si pensa, non esiste un bonus INPS che riconosca un pagamento diretto ai nonni per la loro attività di babysitting. Tuttavia, chi desidera regolarizzare il lavoro occasionale di baby-sitting, anche se svolto da parenti come i nonni o gli zii, può utilizzare il Libretto Famiglia, uno strumento INPS che consente di remunerare prestazioni di lavoro occasionali.
Caratteristiche principali del Libretto Famiglia:
- il compenso è di 10 euro netti per ogni ora di prestazione;
- parte della somma copre contributi e assicurazione;
- il costo è a carico della famiglia, senza incentivi statali diretti.
Questo strumento è utile per garantire la regolarità del rapporto di lavoro e la copertura assicurativa, evitando il lavoro “in nero”.
Da segnalare inoltre che l’INPS, in una circolare recente, ha chiarito che il bonus baby sitter previsto dal decreto Rilancio del 2020 può essere destinato anche a nonni e zii, ma solo se non convivono con il minore. In caso di convivenza, i familiari sono esclusi dalla possibilità di usufruire del bonus.

Altri aiuti per le famiglie e chiarimenti sulle detrazioni(www.assodonna.it)
Oltre alla Prestazione Universale e al Libretto Famiglia, esistono altre agevolazioni che possono interessare le famiglie con anziani o bambini:
- Detrazioni fiscali per le spese di assistenza personale, con limiti e requisiti specifici;
- deduzione dei contributi versati per lavoratori domestici, come badanti e colf.
Per orientarsi tra queste agevolazioni è consigliabile rivolgersi a un CAF o a un commercialista, in quanto le normative e i requisiti possono variare nel tempo.
Per quanto riguarda le famiglie con figli, il 2026 conferma una serie di bonus importanti, tra cui:
- Bonus asilo nido e servizi per l’infanzia;
- Bonus mamme lavoratrici;
- Carta Dedicata a Te per beni di prima necessità;
- Bonus psicologo, con importi da 500 a 1.500 euro in base all’ISEE.
Tutte queste misure richiedono un ISEE aggiornato per poter accedere ai benefici, evidenziando l’importanza di mantenere la propria situazione socio-economica certificata in modo corretto.
Come presentare domanda e orientarsi nel sistema dei bonus
Il procedimento per richiedere la Prestazione Universale e altri bonus collegati prevede:
- Richiedere un ISEE sociosanitario aggiornato, indispensabile per la verifica dei requisiti economici;
- Verificare che l’anziano beneficiario abbia l’indennità di accompagnamento e soddisfi il requisito sanitario e sociale;
- Presentare domanda sul sito INPS, utilizzando le proprie credenziali digitali (SPID, CIE o CNS) o rivolgendosi a un patronato per assistenza gratuita.
Nel caso si vogliano regolarizzare rapporti di lavoro occasionali di baby-sitting, invece, è possibile attivare il Libretto Famiglia tramite il portale INPS.








