Con l’imminente inizio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, torna d’attualità il racconto di alcune esperienze dell’evento.
Tra i protagonisti del passato olimpico italiano spicca la figura di Mauro Corona, celebre scrittore, alpinista e scultore friulano, che nel 2006 fu uno dei tedofori durante i Giochi di Torino. A vent’anni di distanza, Corona ha condiviso un episodio personale e inedito legato a quella esperienza, offrendo nel contempo una riflessione sulle opportunità e le criticità che accompagnano l’organizzazione di un evento sportivo di tale portata.
La confessione di Mauro Corona
In un’intervista rilasciata recentemente al collettivo The Journalai, noto per il suo approccio satirico e pungente sulla politica e l’attualità, Mauro Corona ha mostrato con orgoglio la fiaccola olimpica di Torino 2006, un cimelio che conserva gelosamente nella sua abitazione. L’artista e alpinista ha raccontato senza riserve il momento in cui, durante il suo percorso da tedoforo, “ero ubriaco e sono caduto in piazza a Udine facendo una curva, ma non ho mollato la fiaccola”. Un episodio che sottolinea la sua determinazione e attaccamento alla manifestazione, nonostante le difficoltà personali.
Nonostante il racconto scherzoso, Corona ha ribadito il suo sostegno convinto ai Giochi olimpici e l’importanza dell’evento per il territorio e il Paese: “Io ero d’accordo con l’organizzazione delle Olimpiadi, perché, al di là delle critiche degli ambientalisti e dei cosiddetti ‘fraschisti’ – che definisce in modo ironico – l’evento genera movimento e opportunità economiche”. Tuttavia, lo scrittore ha evidenziato un problema cruciale e spesso sottovalutato: “Il vero nodo sono le conseguenze dopo la fine dei Giochi”, un richiamo alla necessità di pianificare in modo sostenibile il futuro delle infrastrutture e dei territori interessati.

La questione delle infrastrutture e lo sport: l’esperienza di Corona nel bob (www.assodonna.it)
Tra le infrastrutture più dibattute in vista di Milano-Cortina 2026 vi è la pista da bob di Cortina, una struttura che ha sollevato dubbi e polemiche circa la sostenibilità e l’utilizzo futuro. Anche in questo ambito, Mauro Corona esprime un’opinione personale e competente, essendo stato a sua volta atleta di bob negli anni ’70. Nel 1972, infatti, a Cervinia, conquistò la medaglia di bronzo ai campionati italiani della disciplina.
“Se si fa una promozione adeguata, potrebbe diventare un centro di allenamento per le nazionali delle regioni vicine o di altri Paesi, che magari vogliono variare i propri luoghi di preparazione”, ha spiegato, indicando una possibile chiave di successo per mantenere vivo l’investimento olimpico anche dopo l’evento. Questo suggerimento si inserisce nel dibattito più ampio sulla gestione del patrimonio sportivo lasciato dalle Olimpiadi, tema centrale per garantire un’eredità duratura e un ritorno sociale ed economico concreto.
Milano-Cortina 2026: un evento di portata internazionale in arrivo
I Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026 si terranno dal 6 al 22 febbraio 2026, con una vasta partecipazione internazionale: oltre 3.500 atleti provenienti da 93 nazioni si contenderanno 195 medaglie in 16 discipline olimpiche e 6 sport paralimpici. L’evento rappresenta una grande occasione per l’Italia, non solo sotto il profilo sportivo, ma anche turistico, culturale ed economico.
Le sedi olimpiche sono distribuite tra Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige e Provincia autonoma di Bolzano, includendo strutture storiche e nuove costruzioni, come la Milano Ice Skating Arena e il Cortina Sliding Centre. Tra le novità più significative di questa edizione c’è il debutto dello sci alpinismo come disciplina olimpica, oltre all’introduzione di nuovi eventi in sport tradizionali come lo slittino e il salto con gli sci.
Il Comitato Organizzatore ha già coinvolto migliaia di volontari e ha avviato una campagna di sensibilizzazione e promozione che mira a valorizzare il territorio e a garantire il massimo coinvolgimento della comunità locale.








