Nuovo calendario scolastico: stop alle vacanze lunghe? Cosa cambia davvero per gli insegnati e gli studenti nel 2026. La possibile riforma.
Le recenti proposte di riforma del calendario scolastico italiano hanno riacceso il dibattito pubblico sull’organizzazione delle vacanze scolastiche e sul loro impatto sociale ed economico. Attualmente studenti e insegnanti godono di una lunga pausa estiva, che secondo alcuni esponenti della maggioranza politica questo condizionerebbe anche il settore del turismo. Non a caso in molti ritengono opportuna una riforma che preveda un cambiamento radicale nell’abitudini delle famiglie italiane.
L’idea, presentata nel corso del Terzo Forum Internazionale del Turismo a Milano, dalla ministra del turismo Daniela Santaché punta a ridurre la durata delle tradizionali vacanze estive per distribuire le pause durante tutto l’anno scolastico in modo più equilibrato. Secondo la Santaché, l’attuale calendario, che concentra le pause principali in estate e a Natale, non favorisce il turismo interno né permette alle famiglie di programmare le vacanze in periodi alternativi all’alta stagione. L’obiettivo dichiarato è quello di destagionalizzare i flussi turistici, permettendo alle famiglie italiane di viaggiare in periodi meno affollati e più economici.
La proposta prevede quindi una distribuzione delle vacanze lungo tutto l’arco dell’anno scolastico, con una significativa riduzione della pausa estiva tradizionale e un aumento delle pause intermedie, similmente ai modelli adottati in altri paesi europei. Tuttavia, fonti del Ministero dell’Istruzione hanno subito chiarito che al momento non esiste un progetto ufficiale di revisione e che non è in corso nessuna proposta concreta da attuare subito. Qualsiasi modifica, infatti, richiederebbe un confronto approfondito tra istituzioni, famiglie, scuole e mondo turistico.
Nuovo calendario scolastico: possibile riduzione delle vacanze estive?
L’ipotesi di riforma delle vacanze scolastiche ha scatenato reazioni contrastanti. Tra gli aspetti positivi sottolineati dai sostenitori della modifica c’è la possibilità di agevolare le famiglie con figli, consentendo loro di programmare ferie in periodi meno costosi e meno affollati. Questo potrebbe anche favorire un turismo più sostenibile e prolungato durante l’anno.

Calendario scuola 2026 cosa cambia-Assodonna.it
D’altra parte, la proposta ha sollevato perplessità da parte di alcune voci politiche e di esperti. Una delle principali critiche riguarda le condizioni climatiche delle scuole italiane, molte delle quali non sono adeguatamente attrezzate per sopportare ondate di calore estive o rigidi inverni, e potrebbero quindi rendere difficile prolungare l’anno scolastico nei mesi tradizionalmente più caldi o freddi.
Critiche sono arrivate anche da parte di chi ritiene che il Paese abbia bisogno di affrontare prima questioni strutturali più urgenti, come la manutenzione degli edifici scolastici e il miglioramento delle condizioni di insegnamento, prima di avventurarsi in una riforma così ampia del calendario. Da considerare poi che l’ipotesi di un calendario scolastico più frammentato richiederebbe un’ampia concertazione con le regioni, visto che molte competenze su inizio e fine lezioni sono regolamentate a livello locale.








