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L'azienda gli approva le ferie, ma poi lo licenzia in tronco: ora è possibile, siamo tutti a rischio

L'azienda gli approva le ferie, ma poi lo licenzia in tronco
Licenziato dopo l'approvazione delle ferie - assodonna.it

Quanto sono disposti a spingersi i singoli e le istituzioni per conciliare le esigenze professionali con la responsabilità ambientale?

Nel dibattito globale sul clima e sulla sostenibilità, spicca la vicenda del dottor Gianluca Grimalda, ricercatore italiano impegnato nello studio degli impatti del cambiamento climatico nelle comunità più vulnerabili.

Recenti sviluppi hanno reso ancor più rilevante il suo caso, segnato da una scelta radicale in tema di mobilità sostenibile che gli è costata il posto di lavoro presso l’Istituto di Kiel per l’economia mondiale.

La scelta del viaggio lento: un impegno contro le emissioni di CO2

Il dottor Grimalda, da sempre contrario ai voli aerei a causa dell’elevato impatto ambientale, ha intrapreso un lungo viaggio da Kiel fino a Bougainville nella Papua Nuova Guinea scegliendo un percorso “slow” che ha combinato barche, treni, autobus e altri mezzi di trasporto.

Questo itinerario di circa 27.000 chilometri ha richiesto oltre un mese di spostamenti e ha permesso di ridurre le emissioni di CO2 di circa 4,5 tonnellate rispetto a un viaggio aereo diretto, un dato che conferma l’efficacia delle scelte sostenibili anche in ambito professionale.

L'azienda gli approva le ferie, ma poi lo licenzia in tronco

Una storia incredibile – assodonna.it

Dopo aver trascorso sei mesi sul campo per studiare gli effetti del cambiamento climatico sulle popolazioni locali, Grimalda ha dovuto affrontare un ultimatum da parte del suo datore di lavoro: tornare entro cinque giorni, obbligandolo a prendere un aereo, o rischiare il licenziamento immediato. La decisione dell’Istituto di Kiel è stata quella di revocare il suo contratto in tronco, nonostante l’ente avesse precedentemente sostenuto viaggi “slow” simili.

Il prezzo delle convinzioni: tra disobbedienza civile e licenziamento

Il ricercatore ha riconosciuto che alcune difficoltà organizzative e ritardi, in parte dovuti a circostanze impreviste, hanno complicato il piano di rientro.

Tuttavia, Grimalda ha sottolineato come la sua partecipazione attiva a movimenti di protesta per il clima, in particolare a iniziative di Scientist Rebellion e ad azioni di disobbedienza civile come il blocco di un aeroporto privato in Italia e proteste in Germania, abbia probabilmente influenzato la posizione dell’Istituto nei suoi confronti.

L’ente ha precisato che non commenta questioni personali, ribadendo però l’impegno a incoraggiare viaggi di lavoro a basso impatto ambientale, con compensazioni delle emissioni quando il volo è inevitabile.

Viaggiare sostenibile: un modello possibile, ma complesso

Organizzare un viaggio lento di tale portata non è semplice. La gestione dei visti, la combinazione di mezzi e le tempistiche allungate richiedono una preparazione accurata e una rete di supporto. Grimalda ha ricordato come l’introduzione di biglietti elettronici e la condivisione di esperienze online abbiano facilitato questo tipo di mobilità.

La sua permanenza su navi cargo e l’accesso continuo a internet hanno permesso di mantenere l’attività lavorativa anche durante gli spostamenti.

Durante il tragitto, il ricercatore ha avuto modo di confrontarsi con realtà diverse, ascoltando testimonianze dirette delle conseguenze del cambiamento climatico, come le inondazioni devastanti in Pakistan. Queste esperienze hanno rafforzato il suo impegno personale e la volontà di ispirare altri a considerare alternative più sostenibili e consapevoli.

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