Lavoro

20 anni di contributi e 56 anni di età: ora puoi andare in pensione, la nuova legge

A che età si può andare in pensione?
Pensione (www.assodonna.it) 27-01-2026

Con la nuova legge puoi andare in pensioni a soli 56 anni e con 20 di contribuiti. Tutto quello che devi sapere in merito.

Parlare di pensione oggi è diventata un’abitudine, ma non sempre particolarmente piacevole. Difatti se da un lato c’è chi si lamenta del fatto che, pur essendoci riuscito ad andare, non riesce a sopravvivere con l’assegno pensionistico mensile che percepisce a fronte del potentissimo caro vita che, talora, ci toglie, metaforicamente parlando, il respiro oltre che il sonno la notte, c’è anche chi continua a domandarsi se ci riuscirà a diventare pensionato o meno.

Gli anni richiesti a livello di anzianità, oltre che di contribuiti, regolarmente e legalmente percepiti, pare che si allunghino sempre di più. E ciò vale sia per le donne che per gli uomini. Adesso però c’è una bella notizia per tutti coloro che si lamentano del fatto di dover aspettare ancora a lungo per ottenere la tanto agognata pensione e, di riflesso, dedicarsi maggiormente alla famiglia, al relax e alle proprie passioni.

Difatti è in vigore una nuova legge che prevede di ottenerla, ovviamente dopo i vari controlli e farne precisa e puntuale richiesta, contattando l’Inps e tenendo monitorato il suo sito ufficiale, a soli 56 anni di età ma con, e qui fate davvero molta ma molta attenzione, almeno 20 anni di contributi.

A che età si può andare in pensione?

Pensione (www.assodonna.it) 27-01-2026

Pensione, ora puoi andarci a 56 anni con 20 anni di contributi

In pratica chi può ottenere ciò è chi può richiedere la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità. Andando maggiormente nello specifico coloro che lavorano nel settore privato e che possiedono il riconoscimento, per l’appunto, di invalidità Inps che deve essere, necessariamente, pari o addirittura superiore al 80%, può andare in pensione a 56 anni e con 20 anni di regolari contributi ma solo se donna. Gli uomini, invece, dovranno attendere i 61 anni di età compiuti.

Inoltre è bene specificare che ad oggi la normativa riguarda soltanto quei lavoratori dipendenti che operano nel settore privato, nonché iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria e ai fondi di previdenza sostitutivi con contribuzione entro e non oltre il 31 dicembre 1995.

Per sapere come muoversi per avanzare la richiesta, oltre, come già in precedenza giustamente accennato, tenere monitorato il sito ufficiale dell‘Inps, è quello di rivolgersi tempestivamente a un patronato per conoscere meglio la propria situazione. Inoltre potrà aiutarci molto anche dal punto di vista burocratico. Ovvio che per avere il riconoscimento di percentuale di invalidità bisognerà affrontare mirare visite mediche e solo dopo aver ottenuto l’esito in merito si potrà sapere se si è idonei o meno alla proposta di legge.

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