Assunzioni agevolate per le donne e madri: ecco il nuovo esonero contributivo previsto dal 2026
Dal 1° gennaio 2026 è in vigore un nuovo esonero contributivo per i datori di lavoro che assumono donne con almeno tre figli. Lo prevede la Legge di Bilancio 2026, articolo 1, comma 210, della legge n. 199/2025. Il bonus si inserisce tra gli strumenti permanenti per favorire l’occupazione femminile, con particolare attenzione alle madri in condizioni svantaggiate. Il beneficio consiste in un’esenzione totale dai contributi previdenziali a carico del datore, fino a 8.000 euro all’anno, applicato mensilmente. L’incentivo non ha scadenza ed è strutturato per diventare parte del sistema stabile di sostegno all’occupazione.
Come funziona l’incentivo per l’assunzione delle lavoratrici madri
Il nuovo esonero si applica a tutte le assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato effettuate a partire dal 1° gennaio 2026. Il beneficio è destinato esclusivamente ai datori di lavoro che assumono donne con almeno tre figli minori di 18 anni, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. La misura prevede un esonero totale dai versamenti previdenziali (esclusi i premi INAIL), con un tetto di 8.000 euro annui, proporzionato su base mensile.
La durata dell’agevolazione dipende dal tipo di contratto:
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12 mesi per contratti a tempo determinato (anche in somministrazione);
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18 mesi per contratti trasformati in tempo indeterminato;
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24 mesi per assunzioni direttamente a tempo indeterminato.
Restano esclusi i rapporti di lavoro domestico e quelli di apprendistato. Inoltre, il nuovo esonero non è cumulabile con altre agevolazioni contributive, come il precedente bonus donne, ma è compatibile con la maxi deduzione del costo del lavoro prevista dalla stessa Manovra.

Come funziona l’incentivo per l’assunzione delle lavoratrici madri – assodonna.it
L’obiettivo dichiarato è quello di rimuovere gli ostacoli che penalizzano l’occupazione femminile stabile, premiando i datori che offrono contratti duraturi a lavoratrici con responsabilità familiari elevate. La novità più rilevante riguarda il carattere strutturale della misura: non è previsto un termine di scadenza, a differenza di quanto accade per altri bonus (giovani, ZES, ecc.).
Le risorse disponibili e i controlli previsti dall’INPS
Per rendere effettiva la misura, il governo ha previsto un aumento graduale dei fondi fino a raggiungere quasi 29 milioni di euro annui a partire dal 2035. La copertura finanziaria parte con 5,7 milioni nel 2026, salendo a 18,3 milioni nel 2027 e 24,7 nel 2028. Ogni anno successivo prevede un incremento costante, arrivando a 27 milioni nel 2032 e stabilizzandosi su 28,9 milioni annui dal 2035 in poi.
Il compito di vigilare sull’andamento della spesa e sul rispetto dei limiti di bilancio è affidato all’INPS, che effettuerà un monitoraggio costante. I risultati verranno trasmessi al Ministero del Lavoro e al MEF, che potranno intervenire in caso di superamento delle soglie stanziate. Se i dati del monitoraggio dovessero indicare un esaurimento delle risorse disponibili, anche in via prospettica, l’INPS bloccherà automaticamente l’accesso all’esonero per nuove richieste, in modo da evitare sforamenti.
Le istruzioni operative dettagliate saranno fornite con una circolare INPS di prossima pubblicazione. Per il momento, le aziende interessate devono tener conto dei requisiti indicati dalla norma e della necessità di rispettare i vincoli di spesa imposti dalla Manovra. La misura punta a incentivare comportamenti virtuosi da parte dei datori, ma introduce anche un criterio selettivo chiaro: l’agevolazione si applica solo ai contratti che realmente migliorano la posizione lavorativa delle donne con figli a carico, escludendo rapporti brevi, discontinui o già agevolati.








