Il segreto per sentirsi davvero al caldo pur contenendo i consumi risiede in una gestione consapevole e mirata del riscaldamento domestico.
Con l’arrivo dell’inverno e l’abbassamento delle temperature in molte zone d’Italia, mantenere un ambiente domestico caldo e confortevole è più importante che mai. Tuttavia, non è raro sentire freddo nonostante termosifoni accesi al massimo, una situazione che può generare sprechi energetici e bollette elevate senza il giusto beneficio termico.
Un esperto del settore ha fornito chiarimenti fondamentali su come ottimizzare il riscaldamento domestico, garantendo comfort e risparmio.
Perché si sente freddo con i termosifoni accesi al massimo?
Il problema di avvertire freddo nonostante l’impostazione dei termosifoni al massimo non è infrequente e spesso deriva da errori nella gestione della temperatura e dalla mancata manutenzione degli impianti.
Innanzitutto, è importante capire che non tutte le stanze devono essere riscaldate alla stessa temperatura. Un errato dosaggio termico può causare un inutile consumo energetico senza assicurare il giusto calore dove serve.
Secondo le indicazioni aggiornate per il 2026, la temperatura ideale varia a seconda dell’ambiente: in camera da letto è consigliato mantenere tra 18 e 20 gradi durante il giorno, mentre di notte va abbassata tra 16 e 18 gradi per favorire un sonno più riposante e salutare.

I consigli degli esperti – assodonna.it
In soggiorno, dove si trascorre più tempo, la temperatura ottimale è compresa tra 20 e 21 gradi, mentre in bagno è bene raggiungere i 22-23 gradi per evitare bruschi sbalzi termici durante la doccia o il bagno. Per le stanze dei bambini, è raccomandata una temperatura tra 20 e 22 gradi, data la loro maggiore sensibilità al freddo.
Consigli per risparmiare senza rinunciare al calore
Oltre a regolare correttamente la temperatura, è fondamentale curare la manutenzione della caldaia e dei termosifoni per assicurare un funzionamento efficiente. Negligenze in questo ambito possono portare a dispersioni di calore e consumo eccessivo di energia, senza un reale beneficio in termini di comfort.
Un altro aspetto cruciale riguarda il controllo dell’umidità interna, che dovrebbe essere mantenuta tra il 40 e il 60%. Un livello di umidità adeguato non solo previene la formazione di muffe, ma migliora anche la qualità dell’aria, riducendo i rischi di problemi respiratori.
Per ottimizzare l’efficacia del riscaldamento, occorre anche assicurarsi di avere un buon isolamento termico di porte e finestre, evitare di riscaldare stanze inutilizzate e sfruttare il calore solare durante le ore diurne.
L’uso di un termostato programmabile rappresenta un valido alleato per gestire in modo intelligente il riscaldamento, consentendo di abbassare la temperatura durante la notte o quando non si è in casa, senza compromettere il comfort.
I rischi di temperature mal gestite
Impostare temperature troppo elevate può causare secchezza delle mucose, con conseguente aumento del rischio di infezioni respiratorie, oltre a favorire sonnolenza, difficoltà di concentrazione e disidratazione.
Viceversa, temperature troppo basse indeboliscono il sistema immunitario, facilitando l’insorgenza di raffreddori, influenze e aggravando dolori reumatici. Questi accorgimenti permettono di evitare sprechi, abbassare la bolletta energetica e vivere gli ambienti domestici in condizioni ideali di benessere termico.








