Nuove simulazioni internazionali rimettono in discussione l’espansione eterna: l’energia oscura potrebbe invertire la rotta
Nuovi sviluppi nel campo della cosmologia propongono una visione sorprendente sul destino finale del nostro cosmo. Recenti studi condotti da un team internazionale di fisici, tra cui Hoang Nhan Luu del Donostia International Physics Center (Spagna), Yu-Cheng Qiu della Shanghai Jiao Tong University (Cina) e Henry Tye della Cornell University (USA), suggeriscono che l’Universo potrebbe non espandersi indefinitamente, ma collassare sotto la propria gravità in un evento noto come Big Crunch.
Nuove prospettive sull’evoluzione dell’energia oscura e la vita dell’Universo
Secondo i calcoli più aggiornati basati sull’analisi dell’energia oscura, la misteriosa componente che domina il bilancio energetico dell’Universo, la sua durata complessiva potrebbe essere di circa 33,3 miliardi di anni. Considerando che l’età attuale stimata dell’Universo è di circa 13,8 miliardi di anni, i ricercatori indicano che ci resterebbero poco meno di 20 miliardi di anni prima che l’Universo raggiunga il suo punto di svolta.

Nuove scoperte sulla fine dell’universo – (assodonna.it)
“In passato, la costante cosmologica — parametro che descrive l’energia oscura — era ritenuta positiva, implicando un’espansione eterna”, spiega Henry Tye. “Tuttavia, i dati più recenti indicano una possibile inversione di segno, suggerendo che la costante cosmologica sia negativa: ciò significa che l’Universo terminerà la sua espansione e inizierà a contrarsi”.
Durante i prossimi 11 miliardi di anni, pertanto, l’Universo si espanderà ancora, ma successivamente questa espansione rallenterà, si fermerà e infine si invertirà, dando inizio a una fase di contrazione che culminerà nel Big Crunch.
L’energia oscura, la cui natura rimane uno dei grandi enigmi della fisica moderna, sembra non essere una costante immutabile. Secondo le osservazioni più recenti, la sua intensità e il suo effetto sull’espansione cosmica potrebbero variare nel tempo. Questo scenario è paragonabile a una bicicletta che sale una collina spinta da un vento favorevole: all’inizio il vento aiuta la salita, ma poi si affievolisce, fino a fermare la pedalata sulla cresta. Da quel punto, la discesa accelera, simile al collasso dello spazio-tempo verso una singolarità.
Il Big Crunch rappresenta dunque l’opposto del Big Bang: tutta la materia e l’energia dell’Universo si ricompatteranno in una singolarità infinitamente densa, un collasso gravitazionale totale.
Il concetto di Big Crunch non è nuovo nella storia della cosmologia. Introdotto negli anni ’20 dal fisico Alexander Friedmann, esso si basa sul fatto che se la densità media di materia e energia nell’Universo fosse sufficientemente elevata, la forza di gravità potrebbe arrestare l’espansione e provocare una contrazione globale.
Tuttavia, le osservazioni degli ultimi decenni, tra cui lo studio delle supernove distanti e la mappatura della radiazione cosmica di fondo, avevano indicato un’espansione accelerata, attribuendo a una costante cosmologica positiva il ruolo di energia oscura con pressione negativa. Questa interpretazione aveva portato a modelli futuri dell’Universo caratterizzati da un’espansione infinita o da scenari catastrofici come il Big Rip.
I nuovi risultati, invece, suggeriscono una possibile evoluzione dinamica dell’energia oscura che potrebbe far invertire la tendenza e condurre a un evento di collasso. La ricerca di Luu, Qiu e Tye si inserisce in questo dibattito proponendo un modello che integra dati aggiornati e simulazioni avanzate.








