Lavoro

Istat: disoccupazione minima ma aumento degli inattivi, soprattutto donne

dati economici su occupazione e disoccupazione in Italia con grafici e report finanziari
Dati su occupazione, disoccupazione e crescita economica in Italia secondo le ultime rilevazioni Istat - assodonna.it
Il rapporto Istat rivela un tasso di disoccupazione al minimo storico del 5,1%, mentre aumenta la percentuale di inattivi del 2,6%, soprattutto tra le donne. L’occupazione cresce in particolare tra chi è oltre i 50 anni, accompagnata da una crescita del PIL nel quarto trimestre del 2025.

Rilevazione Istat: trend di disoccupazione e occupazione

L’Istituto Nazionale di Statistica ha registrato un calo significativo del tasso di disoccupazione al 5,1%, il livello più basso mai raggiunto da quando sono iniziate le rilevazioni nel 2004. Contestualmente, anche il tasso di disoccupazione giovanile è sceso al 18,9%. Questa riduzione ha implicazioni rilevanti: indica un miglioramento complessivo delle condizioni economiche e un dinamismo nel mercato del lavoro che coinvolge diverse fasce occupazionali. Accanto a questa nota positiva, c’è però l’incremento degli inattivi, il cui numero è salito del 2,6%.   Spicca, in particolare, l’aumento tra le donne, molti delle quali hanno abbandonato la ricerca di un impiego. Questo fenomeno può riflettere problematiche strutturali come la mancanza di servizi di supporto adeguati per le famiglie, che spesso costringono soprattutto le madri a rinunciare al lavoro per esigenze di assistenza familiare. Il rapporto si arricchisce di dati concreti: a gennaio 2026, il numero di occupati in Italia ha toccato i 24 milioni 181mila, con un incremento sostenuto sia tra i lavoratori dipendenti permanenti, sia tra quelli a termine, sia tra gli autonomi. Tale crescita rispetto al gennaio precedente, di circa 70mila unità, segnala una tenuta robusta del mercato del lavoro nonostante le sfide congiunturali.

Analisi delle classi di età inoccupate e inattive

Un’analisi più dettagliata rivela che l’aumento dell’occupazione ha interessato principalmente le donne e gli individui sopra i 50 anni, che hanno mostrato un incremento notevole. Questo dato si contrappone alla diminuzione dell’occupazione nelle fasce più giovani, evidenziando un fenomeno di riposizionamento lavorativo dovuto anche a possibili ritiri anticipati o a scelte lavorative nuove da parte dei giovani. Curiosamente, mentre nei maschi il numero di lavoratori tende a rimanere stabile, il divario tra i generi si acuisce tra gli inattivi. Gli inattivi fra i 15 e i 64 anni sono aumentati del 2,6% (+322mila unità), con una crescita concentrata tra i giovani di 15-24 anni.   Mentre la fascia dai 25 ai 49 anni vede un calo degli inattivi, tra chi ha 50 anni o più la situazione si mantiene pressoché stabile. Se da un lato i dati possono suggerire un aumento di iscrizioni accademiche e percorsi formativi tra i giovani, dall’altro pongono interrogativi importanti su come le politiche sociali possano meglio supportare occupazione e parità di genere.

Crescita del Pil nel quarto trimestre del 2025

L’analisi del contesto economico si completa con i dati del PIL italiano. Nel quarto trimestre del 2025, ha segnato un aumento dello 0,3% rispetto al trimestre precedente, e dello 0,8% se confrontato con lo stesso periodo del 2024.   Questi numeri positive emergono nonostante la presenza di due giornate lavorative in meno nel trimestre rispetto a quello precedente. Questo incremento, seppur moderato, ha un impatto significativo: dimostra una resilienza economica capace di sostenere i ritmi di crescita e di rispondere positivamente alle sfide soprattutto del dopo-pandemia. Il rafforzamento delle esportazioni e un certo dinamismo nei servizi e nell’industria contribuiscono a questo risultato. I settori chiave, come il manifatturiero e l’agricolo, proseguono nel loro andamento altalenante, mentre il settore tecnologico e l’e-commerce continuano a spingere la crescita. L’incremento del PIL non nasconde, tuttavia, le sfide strutturali ancora presenti nell’economia italiana, che richiedono un continuo adattamento e politiche di investimento mirate per mantenere questo trend positivo.  

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