Imprenditoria Femminile

Sarah Friar: chi è la donna che gestisce i conti dell’intelligenza artificiale globale

Sarah Friar dirigente tecnologica e CFO di OpenAI durante un evento aziendale
Sarah Friar, dirigente tecnologica e figura centrale nel mondo dell’intelligenza artificiale

Dietro l’espansione mondiale dell’intelligenza artificiale c’è anche il lavoro di una donna che negli ultimi anni è diventata una delle figure più influenti della tecnologia globale. Il suo nome è Sarah Friar, dirigente irlandese-americana che oggi ricopre il ruolo di Chief Financial Officer di OpenAI, una delle aziende più centrali nello sviluppo dell’AI moderna.

Il suo profilo non è quello tipico della start-up Valley nata da un garage o di una programmatrice cresciuta nel mondo del software. Friar arriva da un percorso diverso, fatto di finanza internazionale, consulenza strategica e gestione di grandi aziende tecnologiche. Un percorso che nel tempo l’ha portata a sedersi nei luoghi dove si decidono investimenti miliardari e strategie globali.

Oggi il suo nome compare spesso tra le donne più potenti dell’industria tecnologica e tra le figure chiave dietro l’economia dell’intelligenza artificiale.

Dall’Irlanda del Nord alla Silicon Valley

Sarah Jane Friar nasce il 24 dicembre 1972 a Sion Mills, in Irlanda del Nord. Cresce in un contesto segnato da tensioni politiche e sociali, un ambiente che lei stessa ha spesso raccontato come una scuola di resilienza e determinazione.

Fin da giovane mostra una forte inclinazione per la scienza e per le discipline tecniche. Studia all’Università di Oxford dove consegue una laurea magistrale in ingegneria con specializzazione in metallurgia, economia e management. Successivamente prosegue la formazione negli Stati Uniti ottenendo un MBA alla Stanford Graduate School of Business, una delle business school più prestigiose del mondo. :contentReference[oaicite:0]{index=0}

Questo mix tra formazione scientifica e competenze economiche diventerà il tratto distintivo della sua carriera.

I primi passi nella finanza globale

Dopo gli studi Friar entra nel mondo della consulenza strategica lavorando per McKinsey & Company tra Londra e il Sudafrica. Qui inizia a confrontarsi con aziende internazionali e con problemi economici complessi, maturando un’esperienza che le permetterà di muoversi con sicurezza nei mercati globali. :contentReference[oaicite:1]{index=1}

Successivamente passa alla banca d’investimento Goldman Sachs, dove diventa managing director nell’area di ricerca azionaria. In questo periodo Friar si specializza nell’analisi dei mercati tecnologici e nella valutazione delle grandi aziende digitali.

È un passaggio importante perché proprio qui inizia a costruire quella reputazione di analista finanziaria capace di comprendere l’evoluzione dell’economia tecnologica.

L’arrivo nel mondo delle big tech

Il salto nel cuore della Silicon Valley avviene quando Friar entra in Salesforce come vicepresidente senior responsabile delle strategie finanziarie. In questa fase lavora a stretto contatto con uno dei colossi del software aziendale e consolida la propria esperienza nella gestione economica delle grandi piattaforme digitali. :contentReference[oaicite:2]{index=2}

Ma il momento che cambia davvero la sua carriera arriva nel 2012 quando diventa Chief Financial Officer di Square, l’azienda fintech fondata da Jack Dorsey.

Durante il suo mandato la società cresce rapidamente e nel 2015 viene portata in Borsa con un’operazione che aumenta la capitalizzazione di mercato di circa 30 miliardi di dollari. Un risultato che consolida la reputazione di Friar come una delle manager più capaci della finanza tecnologica. :contentReference[oaicite:3]{index=3}

La guida di Nextdoor

Nel 2018 Friar compie un altro passo importante accettando il ruolo di CEO di Nextdoor, piattaforma sociale pensata per connettere le comunità locali.

Sotto la sua guida l’azienda attraversa una fase di forte crescita e nel 2021 viene quotata in Borsa attraverso una fusione con una società SPAC. L’operazione porta Nextdoor a una valutazione miliardaria e rafforza ulteriormente il profilo internazionale della manager. :contentReference[oaicite:4]{index=4}

Per molti osservatori questa esperienza dimostra che Friar non è soltanto una dirigente finanziaria ma anche una leader capace di guidare aziende tecnologiche complesse.

L’approdo a OpenAI

Nel 2024 arriva la svolta più recente della sua carriera. Friar viene nominata Chief Financial Officer di OpenAI, l’organizzazione che ha sviluppato ChatGPT e alcune delle tecnologie di intelligenza artificiale più avanzate al mondo. :contentReference[oaicite:5]{index=5}

Il suo compito è gestire la strategia finanziaria di un’azienda che sta investendo miliardi nello sviluppo dell’AI e che collabora con alcune delle più grandi imprese tecnologiche globali.

In pratica Friar si trova a coordinare le risorse economiche necessarie per sostenere la crescita di uno dei settori più competitivi e costosi dell’industria digitale.

Secondo OpenAI la sua esperienza è stata scelta proprio per aiutare l’organizzazione a scalare le proprie operazioni e sostenere investimenti sempre più complessi nel campo della ricerca e dei prodotti basati sull’intelligenza artificiale. :contentReference[oaicite:6]{index=6}

Una rete globale di influenze

Parallelamente al lavoro operativo Friar è coinvolta in numerose istituzioni e organizzazioni internazionali.

Fa parte del consiglio di amministrazione di Walmart e della società tecnologica ConsenSys, oltre a partecipare a diversi advisory board tra cui quello del Digital Economy Lab di Stanford. :contentReference[oaicite:7]{index=7}

È anche cofondatrice di Ladies Who Launch, un’organizzazione che sostiene e promuove l’imprenditoria femminile nel mondo delle start-up.

Questo impegno le è valso diversi riconoscimenti internazionali, tra cui l’OBE (Order of the British Empire) assegnato dalla regina Elisabetta II per il contributo dato all’imprenditoria e all’innovazione. :contentReference[oaicite:8]{index=8}

Perché il suo ruolo è diventato così importante

Nel mondo dell’intelligenza artificiale il potere non passa soltanto dalla ricerca tecnologica ma anche dalla capacità di finanziare infrastrutture gigantesche fatte di supercomputer, data center e sistemi di calcolo sempre più avanzati.

È qui che entra in gioco il lavoro di Sarah Friar. La sua esperienza nella finanza globale le permette di gestire strategie di investimento che coinvolgono capitali enormi e partnership internazionali.

In un settore dove la competizione tra aziende tecnologiche è sempre più intensa, figure come la sua diventano centrali quanto gli stessi scienziati che progettano gli algoritmi.

Per questo oggi il nome di Sarah Friar compare sempre più spesso nelle classifiche delle donne più influenti della tecnologia e dell’economia digitale. Non perché sviluppi direttamente l’intelligenza artificiale ma perché contribuisce a rendere possibile il sistema economico che la sostiene.

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