Economia

Ti spettano 300 euro in più al mese se hai questi (pochi) requisiti: l’aiuto più importante

Bonus 300 euro
Un bonus da 300 euro - (assodonna.it)

Nuove misure di sostegno: semplificazioni nelle procedure, bonus economici e incentivi sportivi per famiglie e minori nel 2026

Questi strumenti rappresentano un insieme articolato di misure volte a garantire un sostegno concreto e mirato alle famiglie, confermando l’impegno continuo dello Stato nel migliorare la qualità della vita e l’inclusione sociale di chi si trova in condizioni di fragilità.

Nel corso del 2025 sono stati confermati e aggiornati anche i principali aumenti pensionistici per invalidi civili, ciechi civili e sordi. Le maggiorazioni, erogate automaticamente dall’INPS, possono raggiungere fino a 651 euro mensili per gli invalidi totali privi di altri redditi, senza necessità di presentare nuove domande.

Parallelamente, nel 2025 è stato attivato anche il Bonus Sport, un incentivo rivolto alle famiglie con figli di età compresa tra 6 e 14 anni per sostenere le spese di iscrizione ad attività sportive organizzate da associazioni riconosciute. Il fondo nazionale disponibile ammonta a 30 milioni di euro e il contributo può raggiungere fino a 300 euro per ciascun bambino.

Bonus che può arrivare fino a 300 euro

La Legge 104/1992 continua a rappresentare il fulcro della tutela dei diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie, anche alla luce delle più recenti novità normative e delle misure economiche introdotte in questi ultimi mesi. Il bonus 2026 fino a 300 euro al mese per chi assiste persone con gravi limitazioni dell’autonomia si inserisce in un quadro di sostegni economici e agevolazioni che si sono evoluti nel tempo per rispondere alle esigenze sempre più articolate di questa fascia di popolazione.

Bonus assistenza disabili

Bonus riservato a chi assiste i disabili – (assodonna.it)

Dal 1° gennaio 2024, la certificazione della disabilità è stata affidata all’INPS, che ha introdotto un innovativo metodo di valutazione di tipo bio-psico-sociale. Questo approccio consente una valutazione più completa della persona, non limitandosi esclusivamente alla patologia, ma considerando il contesto sociale e personale in cui vive. Tale riforma, sancita dal decreto legislativo del 3 novembre 2023, mira a semplificare le procedure burocratiche e a ridurre i tempi di attesa per ottenere i riconoscimenti.

L’accertamento unico della disabilità ha integrato la certificazione con quella dell’invalidità civile, evitando così agli interessati di dover affrontare iter separati e ripetitivi. Il risultato è una procedura più snella, con maggiore coordinamento tra gli enti coinvolti e meno passaggi amministrativi, a vantaggio di chi necessita di queste certificazioni.

Tra le misure più significative legate alla Legge 104, spicca il bonus da 3.600 euro all’anno, corrispondente a un contributo di 300 euro mensili destinato a familiari conviventi che assistono persone con gravi limitazioni dell’autonomia.

Il bonus è rivolto a:

  • genitori, coniugi, fratelli e parenti fino al terzo grado;
  • familiari conviventi con la persona non autosufficiente;
  • soggetti senza limiti di reddito, poiché non è richiesto l’ISEE.

Si tratta di un sostegno economico pensato per alleggerire il carico assistenziale quotidiano e garantire una maggiore serenità economica a chi dedica tempo e risorse all’assistenza.

Per richiedere il bonus, la domanda deve essere presentata al Comune di residenza, utilizzando i moduli disponibili presso gli uffici comunali o scaricabili dai portali istituzionali. La documentazione da allegare comprende:

  • certificazione medica che attesti la non autosufficienza;
  • documento di identità del richiedente;
  • attestazione del rapporto di parentela, come lo stato di famiglia.

Successivamente alla verifica dei requisiti, il Comune procede all’approvazione della domanda. L’erogazione può avvenire in un’unica soluzione oppure con pagamenti mensili, a seconda delle modalità adottate dall’ente locale. I tempi medi di risposta oscillano intorno ai 30 giorni, salvo eventuali rallentamenti dovuti al carico amministrativo.

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