Quali sono i limiti, le regole e le modalità. Comportati così con figli e amici in sicurezza, evitando sanzioni e controlli
Nel contesto familiare, il genitore assume una posizione centrale non solo come donatore ma anche come figura di riferimento per la corretta gestione e trasmissione del patrimonio. La legge tutela la relazione genitoriale e riconosce l’importanza di mantenere un equilibrio tra donazioni e diritti ereditari, in modo da preservare l’interesse dei figli e degli eredi.
La donazione di denaro, specie tra genitori e figli, rappresenta uno strumento utile per pianificare la trasmissione patrimoniale, ma deve essere effettuata con consapevolezza e nel rispetto delle normative vigenti per evitare complicazioni future.
Rischio multa
Regalare denaro a figli, amici o parenti senza incorrere in tasse o sanzioni fiscali è un tema di grande interesse per chi desidera fare un regalo economico senza complicazioni. Le normative italiane in materia di donazioni monetarie prevedono limiti sia sugli importi trasferibili senza obbligo di notaio e pagamento d’imposte, sia sulle modalità di trasferimento del denaro. Negli ultimi anni, grazie all’avvento delle piattaforme digitali e dell’home banking, le donazioni in denaro sono diventate più semplici e diffuse, ma restano indispensabili alcune accortezze per evitare controlli fiscali e sanzioni.

Attenzione alle donazioni di denaro – (assodonna.it)
La donazione di denaro in Italia è regolata dal codice civile e dalla normativa fiscale. Per quanto concerne il denaro contante, il limite massimo trasferibile senza obbligo di tracciabilità è fissato a 4.999 euro nel 2026, mentre importi superiori devono essere necessariamente trasferiti con strumenti tracciabili, come bonifici bancari o servizi digitali. Il ricorso al denaro contante è sempre più ridotto e sostituito da pagamenti elettronici, che facilitano il trasferimento ma richiedono una corretta giustificazione documentale.
Secondo l’articolo 782 del codice civile, la donazione di denaro deve essere effettuata mediante atto pubblico notarile, salvo che si tratti di donazioni di modico valore, per le quali il notaio non è obbligatorio. Tuttavia, la legge non definisce un importo preciso per questa soglia: essa varia in base alla situazione economica del donante e del beneficiario, con l’obiettivo di evitare che la donazione impoverisca eccessivamente chi la effettua o favorisca indebitamente chi la riceve.
Dal punto di vista fiscale, le donazioni di denaro sono soggette a imposte che variano in base al grado di parentela tra donante e beneficiario e all’importo donato.
- Per donazioni tra genitori e figli o tra coniugi, l’esenzione è prevista fino a 1.000.000 di euro: importi superiori sono soggetti a un’imposta del 4% sulla quota eccedente.
- Tra fratelli e sorelle, l’esenzione vale fino a 100.000 euro, con aliquota del 6% sulle eccedenze.
- Per parenti fino al quarto grado e amici, non esiste alcuna soglia di esenzione: qualsiasi somma donata è tassata al 6% (parenti fino al 4° grado) o all’8% (amici e altri soggetti), a meno che la donazione sia di modico valore, nel qual caso non serve l’atto notarile né si applicano imposte.
In caso di donazioni di valore superiore a quello definito come modico, è obbligatorio stipulare un atto notarile per la validità della donazione. Oltre a ciò, sia chi dona che chi riceve devono essere in grado di giustificare l’operazione agli enti fiscali, per evitare contestazioni e sanzioni.
Un aspetto spesso trascurato nelle donazioni di denaro riguarda la quota legittima riservata agli eredi. Secondo la legge italiana, i parenti più stretti (coniuge, figli, e in mancanza di questi, i genitori) hanno diritto a una porzione del patrimonio del donante che non può essere pregiudicata neanche da donazioni effettuate in vita.








