Sindrome da affaticamento cronico. In che cosa consiste e non solo. La scoperta scientifica che lascia senza parole.
Quando si parla di stanchezza sovente si intende quella fisica. Le nostre nonne sostenevano che un buon sonno ristoratore sistemava ogni cosa. In realtà le cose, per così dire, non stanno realmente così. Difatti quando si è veramente molto stanchi non basta solamente riposare le classiche otto ore di fila ma anche staccare la spina.
Difatti, sempre più, per via della vita frenetica che tutti quanti viviamo, ricca di preoccupazioni di vario genere, la stanchezza che percepiamo a livello fisico, in taluni casi insopportabile e ingestibile, è collegata anche a quella mentale e psicologica. Su queste basi è ovvio che dormire bene non basti più, anche se rimane comunque un aspetto molto importante per la nostra salute in linea generale.
Fatto sta che per via della crisi, sia economica che sociale, che serpeggia ancora fortissima nel nostro Paese, riuscire a ritagliarsi dei momenti sereni durante la settimana non è sempre facile. E così capita che, senza talora nemmeno farci caso, accumuliamo una quantità di stress talmente elevata che poi ci si può riproporre, quando meno ce lo aspettiamo, nonché nei momenti meno consoni. E questo ci porta, inevitabilmente, a soffrire, non sentendoci più padroni della nostra esistenza.
Affaticamento cronico, alcuni importanti chiarimenti
Tuttavia è bene ora fare una doverosa, quanto chiara, specificazione. Sovente si tende a confondere la stanchezza cronica con l’affaticamento cronico, ma ciò è sbagliato, dal momento che i due non sono sinonimi. Difatti l’affaticamento cronico è una sensazione di stanchezza persistente che può derivare da varie cause come malattie, ma anche dal già nominato stress.
Invece, la Sindrome da Stanchezza Cronica, che viene anche denominata Encefalomielite Mialgica è una specifica diagnosi riconosciuta dall’OMS. Inoltre è sovente di natura neurologica e immunitaria. Si tratta, dunque, di una condizione medica molto complessa e da non prendere affatto sotto gamba. Può essere invalidante e perdurare mesi se non addirittura anni. Non siamo pertanto innanzi a una semplice stanchezza, che può passare anche da un momento all’altro.

Sindrome da affaticamento cronico (www.assodonna.it) 26 -01 – 2026
La scoperta che cambia tutto
Tornando a parlare della Sindrome della stanchezza cronica, la possiamo definire come una patologia, oggi più che mai diffusa, che si manifesta in maniera molto chiara con sintomi come stanchezza fortissima, dolore muscolare e difficoltà di genere cognitivo. Inoltre dopo aver compiuto sforzi fisici o mentali tutto ciò può clamorosamente e improvvisamente peggiorare.
Di recente, in seguito ad alcune analisi poste su un campione elevato di persone che ne soffrono, si è intuito che l’origine di questa stanchezza sarebbe da ricondurre al genoma. In particolare otto regioni del genoma. Alcune si troverebbero accanto a geni, che per la verità, sono già molto famosi per il loro fondamentale ruolo biologico. Si tratta dell’ OLFM4, che contribuisce alle difese contro i microrganismi, dell’ ZNFX1, direttamente e tempestivamente coinvolto nella risposta ai virus a RNA e, infine, del CA10, associato al dolore cronico.








