Se russi anche senza essere malato, il problema potrebbe essere nel cuscino: acari e funghi irritano le vie respiratorie.
Ti svegli con la gola secca, il tuo partner ti dice che hai russato per ore, e tu continui a chiederti perché succede. Non hai il raffreddore, non sei particolarmente stanco, non hai bevuto alcolici. Eppure ogni notte si ripete la stessa scena. La risposta, per nulla romantica, potrebbe trovarsi a pochi centimetri dal tuo viso: dentro il tuo cuscino. O meglio, dentro ciò che vive nel tuo cuscino. Un ecosistema invisibile e trascurato, capace di influenzare la tua respirazione notturna e la qualità del sonno.
Il russamento notturno può essere una risposta allergica a ciò che respiri nel letto
Russare significa respirare con difficoltà a causa di un ostruzione parziale delle vie aeree. Se il naso è libero, l’aria passa senza ostacoli. Ma se le mucose si gonfiano, il passaggio diventa più stretto. A quel punto si comincia a respirare con la bocca aperta, e i tessuti molli della gola iniziano a vibrare. Quella vibrazione produce il rumore tipico del russare. La domanda allora si sposta: perché il naso si gonfia proprio di notte?

Il russamento notturno può essere una risposta allergica a ciò che respiri nel letto – assodonna.it
Una spiegazione potrebbe trovarsi nel bioma del letto: un ecosistema invisibile fatto di acari, batteri, cellule morte, sudore e umidità. Ogni notte, senza accorgercene, trasferiamo sul cuscino milioni di microrganismi presenti naturalmente sulla pelle. E proprio questo ambiente umido e caldo diventa il terreno ideale per la proliferazione degli acari della polvere, che si nutrono delle cellule epiteliali che perdiamo durante il sonno.
Il problema non sono solo gli acari in sé, ma ciò che producono: particelle di scarto che restano intrappolate nei tessuti e che, respirate per ore, possono innescare una reazione immunitaria. Il corpo libera istamina, una sostanza coinvolta nelle risposte allergiche, che provoca gonfiore delle mucose nasali. Risultato: naso chiuso, respirazione affannata, bocca aperta e… russamento.
Secondo uno studio pubblicato nel 2017 su Allergy, Asthma & Clinical Immunology, il 70% delle persone allergiche agli acari soffre anche di disturbi del sonno, russamento compreso. E non è tutto. A peggiorare il quadro ci pensano i funghi.
Il cuscino come serra biologica: acari, muffe e l’effetto sorpresa del congelatore
Nel letto non ci sono solo acari. Il calore notturno, unito a sudore e residui organici, crea le condizioni ideali anche per la proliferazione fungina. Diversi studi hanno analizzato la composizione interna di cuscini usati, trovando concentrazioni altissime di spore fungine vive: milioni di unità per grammo di materiale. Queste spore, se inalate, possono irritare le vie respiratorie, provocando infiammazioni che facilitano — ancora una volta — il gonfiore del naso.
Il risultato è un meccanismo a catena: più irritazione, più difficoltà a respirare, più probabilità di russare anche senza essere malati. E a volte senza neppure rendersene conto, se non per la gola secca al risveglio o le lamentele di chi dorme accanto.
Un possibile rimedio? Il più inaspettato è il congelatore. Gli acari della polvere non sopravvivono a temperature molto basse. Inserire il cuscino in un sacchetto ermetico e lasciarlo nel freezer per alcune ore può ridurre drasticamente la popolazione di acari vivi. Il freddo non elimina gli allergeni già presenti, ma impedisce agli acari di riprodursi. Meno acari significa meno produzione di nuovi allergeni nel tempo.
Ovviamente il congelatore da solo non basta. Serve una gestione costante dell’ambiente del letto: federe lavate ad alte temperature, copricuscini antiacaro, cambio frequente del cuscino (almeno ogni due anni), aerazione quotidiana della camera. Ma l’idea del freddo come alleato è concreta: un gesto semplice che può dare un sollievo misurabile, soprattutto se si russa senza apparente motivo.
Chi si sveglia ogni notte con il naso chiuso potrebbe quindi non avere solo “il sonno pesante”. Potrebbe stare respirando allergeni invisibili per ore, tutte le notti, nel silenzio del buio. E il corpo, semplicemente, sta reagendo.








