Con la pubblicazione della circolare n. 766/2025 dell’INPS si delineano le novità per il riconoscimento della condizione di disabilità.
Questo intervento normativo, che attua la legge delega 22 dicembre 2021, n. 227, rappresenta un profondo cambiamento nel sistema di accertamento della disabilità in Italia, con l’obiettivo di rendere più efficiente e uniforme la valutazione medico-legale.
A partire dal 1° gennaio 2027, la valutazione di base diventerà il fulcro del procedimento per il riconoscimento della disabilità. Questa nuova metodologia, affidata in via esclusiva all’INPS, prevede una visita collegiale unica, condotta da una equipe multidisciplinare, che si baserà sulle classificazioni internazionali adottate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Durante questa visita sarà somministrato il questionario WHODAS (WHO Disability Assessment Schedule), uno strumento psicometrico che misura la disabilità percepita dall’individuo in relazione a sei ambiti fondamentali: attività cognitive, mobilità, cura di sé, relazioni interpersonali, attività quotidiane e partecipazione sociale. Il questionario si basa sulla Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) e consente di valutare il livello di funzionamento negli ultimi trenta giorni, indipendentemente dalla condizione contingente di salute.
La valutazione di base non si limita al riconoscimento della disabilità, ma si estende anche all’accertamento di condizioni specifiche come l’invalidità civile, la cecità, la sordità, la sordocecità, la disabilità in età evolutiva per fini scolastici, la disabilità legata al collocamento obbligatorio, nonché i presupposti per l’accesso a trattamenti assistenziali, protesici, sanitari e riabilitativi. Inoltre, questa valutazione rappresenterà la base per l’individuazione della non autosufficienza e della disabilità gravissima, oltre a consentire l’accesso a benefici fiscali e agevolazioni per la mobilità.
Estensione della sperimentazione e aggiornamenti sulle patologie coinvolte
La riforma, inizialmente prevista con una fase sperimentale limitata al 2025 in 9 province italiane, è stata ampliata con il decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202, convertito nel 2025. La sperimentazione coinvolge ora 20 provincie, includendo nuove realtà territoriali come Alessandria, Lecce, Genova, Isernia, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza, e le Province Autonome di Trento e Aosta. In queste ulteriori 11 province, il nuovo sistema è entrato in vigore a partire dal 30 settembre 2025.
Parallelamente è stato ampliato anche l’elenco delle patologie interessate dalla sperimentazione, che ora comprende oltre ai disturbi dello spettro autistico, diabete di tipo 2 e sclerosi multipla, anche artrite reumatoide, cardiopatie, broncopatie e malattie oncologiche. Questa estensione mira a garantire una valutazione più inclusiva e rappresentativa delle diverse condizioni di disabilità.
Un’altra modifica rilevante riguarda la proroga dell’entrata in vigore definitiva della riforma, posticipata dal 1° gennaio 2026 al 1° gennaio 2027, con il prolungamento della fase sperimentale fino al 31 dicembre 2026.

Nuove modalità di accesso e diritti per le persone con disabilità(www.assodonna.it)
Dal punto di vista operativo, il nuovo iter prevede che il procedimento per l’accertamento della disabilità venga avviato esclusivamente tramite la trasmissione telematica del nuovo certificato medico introduttivo, che diventerà l’unico documento valido per la presentazione della domanda all’INPS. Tale sistema, già attivo dal 1° gennaio 2025 nelle prime 9 province e dal 30 settembre 2025 nelle nuove 11 province, permetterà una gestione più snella e digitalizzata delle richieste.
Inoltre, la riforma riconosce il diritto di richiedere un progetto di vita individuale personalizzato e partecipato anche a coloro che sono in possesso di una certificazione ai sensi della legge n. 104 del 1992, rilasciata prima dell’entrata in vigore della nuova valutazione di base, senza la necessità di sottoporsi nuovamente al procedimento integrato.
Questi aggiornamenti rappresentano un passo importante verso una maggiore centralizzazione, uniformità e trasparenza nella gestione delle pratiche di riconoscimento della disabilità, con un occhio attento all’uso di strumenti internazionali riconosciuti e a un approccio multidisciplinare che tenga conto delle diverse sfaccettature della condizione di disabilità.








