L’INPS ha avviato un’importante operazione di recupero delle somme erogate erroneamente a migliaia di cittadini nel mese di marzo 2026.
L’errore riguarda alcuni benefici fiscali che sono stati applicati in modo errato, generando accrediti superiori a quelli spettanti. In particolare, i pensionati che hanno ricevuto un importo più alto del dovuto si troveranno a dover restituire fino a 1.000 euro, con tempistiche e modalità di recupero stabilite dall’Istituto.
La causa di questa situazione è un errore tecnico legato alle modifiche normative introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, che ha previsto un taglio del cuneo contributivo sotto forma di bonus fiscale. Tuttavia, il sistema informatico dell’INPS ha applicato in modo errato tale bonus anche a categorie che non avrebbero dovuto beneficiarne, come pensioni integrative, indennità sostitutive e altri trattamenti previdenziali non compatibili con il beneficio fiscale.
Questo errore ha generato un conguaglio a credito indebito, che ha portato a accrediti maggiori di quanto spettasse, in alcuni casi anche fino a 1.000 euro. Si stima che circa 15.000-20.000 pensionati siano coinvolti in questa situazione, e l’INPS ha deciso di avviare il recupero delle somme per evitare un danno erariale.
Chi Deve Restituire il Bonus Fiscale di Mille Euro?
I pensionati che devono restituire l’importo sono quelli con redditi annui compresi tra i 20.000 e i 40.000 euro. L’errore nel calcolo fiscale ha incluso tra i beneficiari anche chi riceve prestazioni da fondi pensione privati o aziendali, trattamenti che, pur gestiti dall’INPS, non rientrano nel novero dei redditi da lavoro dipendente.
La detrazione fiscale è stata erroneamente applicata a questi redditi, ma dopo un controllo incrociato, è stato confermato che il beneficio non spettava a tali categorie. Pertanto, l’INPS procederà con il recupero solo per coloro che hanno visto l’importo del cedolino di marzo lievitare a causa di questo errore.

Come Funziona il Recupero a Rate della Somma Indebita?-assodonna
Per non gravare troppo sulle famiglie, l’INPS ha previsto una gestione flessibile del recupero delle somme indebite. La restituzione avverrà in due modalità a seconda dell’importo da restituire. Se l’importo non supera i 150 euro, il prelievo avverrà in un’unica soluzione sulla mensilità di aprile. Per importi superiori, il recupero sarà rateizzato.
Nel caso di debiti superiori ai 150 euro, la restituzione avverrà in un massimo di 8 rate mensili, con inizio a maggio 2026. La restituzione dovrà essere completata entro dicembre dello stesso anno, senza l’applicazione di interessi di mora, poiché si tratta di un errore tecnico dell’ente e non di una dichiarazione errata del contribuente.
Cosa Prevede il Cedolino INPS del Mese di Aprile?
Nel cedolino di aprile, i pensionati troveranno una specifica annotazione riguardo all’errore di accredito e alla restituzione delle somme indebitamente percepite. L’INPS ha deciso di neutralizzare la trattenuta massiva inizialmente prevista e ha predisposto la rateizzazione per chi ha ricevuto un importo più alto. Per coloro che devono restituire una cifra inferiore ai 150 euro, il prelievo sarà visibile con valuta 1° aprile.
Si consiglia ai pensionati di consultare il portale online dell’INPS per verificare i dettagli della propria posizione e per scaricare il dettaglio analitico delle voci che compongono la pensione. Questo permetterà di capire se la variazione dell’importo percepito è dovuta a questa problematica fiscale o ad altre variabili, come le addizionali comunali o regionali che solitamente vengono trattenute in questo periodo dell’anno.








