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Altro che candeggina, il trucco della nonna per togliere (per sempre) la muffa dai muri

Negli ultimi anni, tuttavia, è cresciuto l’interesse verso metodi più naturali e sostenibili che non solo rimuovono la muffa
Perché la candeggina non è la soluzione definitiva contro la muffa(www.assodonna.it)

La muffa sui muri continua a rappresentare un problema molto diffuso nelle abitazioni, nonostante i numerosi tentativi di eliminarla.

Negli ultimi anni, tuttavia, è cresciuto l’interesse verso metodi più naturali e sostenibili che non solo rimuovono la muffa in superficie, ma agiscono efficacemente sulle cause profonde della sua formazione, preservando anche la salute degli abitanti e l’integrità delle pareti.

L’uso della candeggina, il cui principio attivo è l’ipoclorito di sodio, è tradizionalmente considerato il rimedio più rapido per eliminare le macchie di muffa. Questo composto chimico, noto anche con denominazioni commerciali come Ace Classica, è un potente disinfettante e sbiancante che agisce ossidando le sostanze organiche. Viene spesso impiegato diluito in acqua per igienizzare superfici non porose come pavimenti, sanitari e mobili.

Tuttavia, la candeggina agisce solo in superficie: sbianca le macchie ma non penetra in profondità nell’intonaco o nelle murature porose dove le spore della muffa rimangono vive. Questo comporta il ritorno del problema nel giro di poco tempo. Inoltre, l’uso frequente di candeggina può deteriorare l’intonaco, rendendolo più fragile e vulnerabile a successive infestazioni. La sua elevata volatilità comporta la liberazione di vapori irritanti, potenzialmente dannosi per le vie respiratorie, e può aggravare la qualità dell’aria indoor. Proprio per questi motivi, molti esperti oggi sconsigliano l’impiego ripetuto e indiscriminato di prodotti a base di ipoclorito di sodio.

Rimedi naturali contro la muffa: il ritorno ai consigli della nonna

Negli ultimi anni, sono tornati in auge metodi naturali e casalinghi per contrastare la muffa, che si sono rivelati in diversi casi più efficaci e meno invasivi rispetto ai prodotti chimici. Tra questi, spiccano l’uso di aceto bianco, bicarbonato di sodio e olio essenziale di Tea Tree.

L’aceto bianco, grazie alla sua acidità naturale, crea un ambiente ostile alla proliferazione delle spore fungine. È importante applicarlo con calma, senza strofinare energicamente, e lasciarlo agire a lungo sulle macchie. Successivamente, il bicarbonato aiuta a neutralizzare gli odori residui e a completare l’azione detergente, mantenendo la superficie asciutta e più sana. In presenza di macchie particolarmente resistenti, l’aggiunta di qualche goccia di olio essenziale di Tea Tree potenzia l’effetto antimuffa grazie alle proprietà antisettiche e antifungine di questo estratto naturale.

Un ulteriore rimedio efficace prevede la preparazione di una soluzione composta da acqua ossigenata, bicarbonato e sale fino, da spruzzare sulle zone interessate. Questa miscela agisce da igienizzante e aiuta a rimuovere la muffa senza danneggiare le superfici.

La presenza di muffa è strettamente legata a condizioni ambientali di elevata umidità e scarso ricambio d’aria.

La prevenzione e il ruolo della ventilazione meccanica controllata(www.assodonna.it)

La presenza di muffa è strettamente legata a condizioni ambientali di elevata umidità e scarso ricambio d’aria. Infatti, la muffa si sviluppa soprattutto in ambienti poco illuminati, con scarsa ventilazione e dove si verificano fenomeni di condensa, come bagni e cucine. Non è un caso che la muffa si manifesti frequentemente negli angoli, dietro mobili o vicino a finestre con infissi poco isolanti.

Per prevenire la formazione e il ritorno della muffa, è fondamentale un’adeguata aerazione degli ambienti. In questo senso, la tecnologia della ventilazione meccanica controllata (VMC) si sta affermando come una soluzione efficace e sostenibile. La VMC permette un ricambio continuo e controllato dell’aria interna, riducendo l’umidità relativa e migliorando la qualità dell’aria senza la necessità di aprire frequentemente le finestre, con un notevole risparmio energetico grazie al recupero termico.

La VMC puntuale, in particolare, si adatta bene a edifici esistenti o ristrutturati, consentendo di risolvere problemi localizzati di condensa e muffa senza interventi invasivi. Questo sistema è oggi raccomandato anche nelle riqualificazioni con cappotto termico, dove la gestione dei ponti termici è cruciale per evitare umidità e muffa.

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