Pensioni, arriva la svolta. Chi potrà immediatamente dire ciao ciao al lavoro e chi no.
Altro giro, altra corsa. Cambia di nuovo tutto per quanto concerne il tema pensioni. Un tema decisamente molto caldo. Non per nulla se ne parla praticamente ovunque. Se da un lato c’è chi si rammarica del fatto che, con molta probabilità, molti giovani e giovanissimi un domani non riusciranno a diventare dei sereni pensionati, dall’altro c’è anche chi conta gli anni e, addirittura, i mesi per ottenerla dopo tanti anni di duro lavoro, purché regolarmente retribuito.
Oltre a ciò quel che preoccupa è la cifra che si può percepire ogni mese e che, dati e sondaggi alla mano, con il grande caro vita che serpeggia pure nel nostro Paese, pare sempre troppo bassa. Tanto più che, come la Cronaca ci insegna, con la grande penuria di occupazione per le nuove leve, sono sempre più i genitori e i nonni a dare una mano dal punto di vista economico a figli e nipoti non solo per permettere loro di studiare ma anche di vivere, persino una volta conviventi o sposati con tanto di prole a seguito.
In ogni caso molte persone, dopo aver trascorso quasi tutta la loro vita a lavorare, oggi vorrebbero potersi riposare, dedicandosi maggiormente alle proprie passioni e alle persone che amano. Per alcune di loro c’è una bella notizia. Difatti posso andare in pensione anche subito se, ovviamente, possiedono alcuni specifici requisiti.

Pensioni 2026, chi può andare subito in pensione e chi no
In pratica, secondo quando previsto dalla Legge di Bilancio, esattamente dal 1° gennaio 2026 sono attivi i canali ordinari di accesso al pensionamento per la pensione di vecchiaia e pensione anticipata. Tuttavia le liete novelle non si fermano qui. Difatti è anche stato confermato, per l’anno attualmente in corso, il tanto chiacchierato APE sociale.
In poche parole la Legge di Bilancio 2026 conferma la concreta possibilità di accedere allo strumento per i soggetti con un’età pari ad almeno 63 anni e 6 mesi e con un’anzianità contributiva di almeno 30 anni. In ogni caso non manca nemmeno la classica doccia fredda. Si tratta del fatto che non siano stati prorogati i canali di pensionamento sperimentali che scadevano al 31 dicembre 2025, quali quota 103 e opzione donna. Tuttavia vale sempre la pena confrontarsi con i vari Patronati, il CAF o l‘INPS per conoscere a fondo la propria singola situazione per poi agire di conseguenza.








