Economia

Pensione SUBITO: esiste una clausola “segreta” che ti fa smettere di lavorare subito (i furbi la sfruttano già)

Pensione SUBITO: esiste una clausola “segreta” che ti fa smettere di lavorare subito
Così smetti subito di lavorare - assodonna.it

Il mercato previdenziale italiano nel 2026 continua a offrire opportunità di pensionamento anticipato, purché si conoscano bene le regole.

Nel panorama previdenziale italiano, il tema della pensione anticipata continua a essere centrale per molti lavoratori desiderosi di lasciare il lavoro prima dell’età pensionabile ordinaria.

Le normative sono in costante evoluzione, ma per il 2026 permangono alcune clausole e strumenti legislativi che consentono di ottenere la pensione in anticipo, spesso definite come “trucchi legali” da chi ne conosce a fondo i meccanismi.

Le principali opzioni per la pensione anticipata nel 2026

Tra le misure più rilevanti per accedere alla pensione anticipata spiccano Quota 103, APE Sociale e Opzione Donna, ciascuna con caratteristiche e requisiti specifici.

Quota 103 ha rappresentato negli ultimi due anni una via d’uscita per chi ha maturato almeno 62 anni di età e 41 anni di contributi. Anche se originariamente pensata per il biennio precedente, è atteso che nel 2026 vengano introdotte forme simili di flessibilità previdenziale, forse con modifiche ai requisiti, per offrire margini di uscita anticipata ai lavoratori più anziani.

Pensione SUBITO: esiste una clausola “segreta” che ti fa smettere di lavorare subito

Le possibilità da sfruttare – assodonna.it

L’APE Sociale, invece, si conferma una misura fondamentale per categorie particolarmente fragili, come disoccupati di lungo corso, caregiver, invalidi civili e chi svolge mansioni gravose. Questa indennità ponte permette di anticipare il pensionamento a partire dai 63 anni, con un minimo di contributi che varia da 30 a 36 anni, fino al raggiungimento dell’età di pensione di vecchiaia. L’APE Sociale è stata rinnovata anche per il 2026, confermandosi un importante strumento di tutela sociale.

Infine, Opzione Donna è dedicata esclusivamente alle lavoratrici, consentendo l’accesso alla pensione anticipata con 60 o 61 anni di età e almeno 35 anni di contributi. Tale misura prevede però il calcolo della pensione interamente con il sistema contributivo, che può comportare un assegno più basso.

Per il 2026, si prevedono aggiornamenti sui requisiti anagrafici, ma la finalità resta quella di agevolare l’uscita anticipata delle donne in determinate condizioni lavorative.

Come presentare correttamente la domanda di pensione anticipata

Per ottenere l’accesso a queste forme di pensionamento anticipato, la domanda va presentata esclusivamente in modalità telematica tramite il portale ufficiale dell’INPS. È necessario disporre di credenziali digitali valide, come SPID, Carta d’Identità Elettronica (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

La compilazione della domanda richiede particolare attenzione: errori o omissioni possono causare ritardi o addirittura il rigetto della richiesta. Fondamentale è verificare in anticipo l’estratto conto contributivo disponibile sul sito INPS, per controllare la correttezza degli anni di contribuzione.

Questo passaggio è cruciale soprattutto per evitare spiacevoli sorprese e per correggere eventuali discrepanze prima della presentazione della domanda.

Oltre ai requisiti contributivi, bisogna considerare l’età anagrafica e le specifiche condizioni personali, come ad esempio lo status di caregiver per l’APE Sociale.

Per navigare la complessità della procedura e assicurarsi che la domanda venga inoltrata in modo corretto e completo, si consiglia di rivolgersi a professionisti esperti come i centri di assistenza fiscale (CAF) o i patronati. Questi enti offrono un supporto gratuito per la verifica dei requisiti e la gestione telematica della domanda, riducendo il rischio di errori e velocizzando l’iter burocratico.

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