Economia

Pensione anticipata nel 2026: via alle domande, tutti i dettagli

Pensione anticipata nel 2026
I dettagli sulla pensione anticipata - assodonna.it

Il mantenimento di questa misura sottolinea l’impegno del legislatore nel garantire un sostegno concreto ai lavoratori.

Con l’avvio del nuovo anno, l’Inps ha ufficialmente aperto la procedura per la presentazione delle domande relative all’Ape Sociale 2026, confermando che questa rimane l’unica strada percorribile per accedere alla pensione anticipata quest’anno.

Dopo la cessazione di Quota 103 e Opzione Donna, non più riconfermate dalla recente Legge di Bilancio, l’Ape Sociale si conferma come il principale strumento di uscita anticipata dal mercato del lavoro.

Ape Sociale 2026: requisiti e novità normative

La Legge di Bilancio 2026 ha stabilito un significativo incremento delle risorse destinate all’Ape Sociale, passando da 170 milioni di euro per il 2026 a 320 milioni per il 2027, garantendo la copertura dell’indennità fino al 2031.

È importante sottolineare che l’Ape Sociale non costituisce una vera e propria pensione, bensì un’indennità di accompagnamento finanziata dallo Stato, indirizzata a soggetti che si trovano in condizioni di particolare fragilità lavorativa e che non hanno ancora maturato l’età pensionabile di vecchiaia o anticipata.

L’indennità viene erogata in 12 mensilità a partire dal mese successivo alla domanda e prosegue fino al raggiungimento del pensionamento. L’importo corrisposto è pari alla rata mensile del trattamento pensionistico calcolato al momento dell’accesso all’Ape Sociale; qualora tale importo superi il tetto massimo stabilito, viene erogato un assegno di 1.500 euro.

Pensione anticipata nel 2026

Cosa occorre sapere – assodonna.it

Durante il periodo di percezione, il beneficiario non può svolgere attività lavorative dipendenti o autonome, fatta eccezione per il lavoro autonomo occasionale con reddito lordo annuo non superiore a 5.000 euro.

Chi può accedere all’Ape Sociale nel 2026

L’accesso all’Ape Sociale è riservato a specifiche categorie di lavoratori che abbiano compiuto almeno 63 anni e 5 mesi e che abbiano maturato determinati requisiti contributivi:

  • Almeno 30 anni di contributi per lavoratori dipendenti disoccupati, persone con invalidità civile pari o superiore al 74% e caregiver che assistono un familiare non autosufficiente da almeno sei mesi.
  • Almeno 36 anni di contributi per lavoratori dipendenti impegnati in mansioni gravose.

Per le lavoratrici madri è prevista una riduzione di un anno di contributi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni, a condizione che tutti i requisiti anagrafici, contributivi e di categoria siano soddisfatti entro il 31 dicembre 2026.

Scadenze e modalità di presentazione delle domande

Nel 2026, l’Inps ha confermato le tre finestre temporali per la presentazione delle richieste di accesso all’Ape Sociale:

  • Dal 1° gennaio al 31 marzo;
  • Dal 1° aprile al 15 luglio;
  • Dal 16 luglio al 30 novembre.

La decorrenza dell’indennità parte dal primo giorno del mese successivo all’invio della domanda; pertanto, presentarsi nella prima finestra può accelerare l’accesso al beneficio.

Le modalità di presentazione restano invariate rispetto agli anni precedenti. I richiedenti possono inoltrare la domanda tramite:

  • Il sito ufficiale dell’Inps, accedendo con SPID, CIE, CNS o eIDAS;
  • I patronati, che offrono assistenza gratuita per la compilazione e l’invio della domanda;
  • Il contact center dell’Inps, attraverso il numero verde 803164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06164164 (a pagamento da rete mobile secondo la tariffa del gestore).

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