Chi è nato tra il 1963 e il 1966 può presentare, entro maggio 2026, la richiesta all’INPS per un’agevolazione tanto attesa.
In Italia non si va infatti in pensione solo a 67 anni, ma ci sono varie possibilità che permettano di accedere al pensionamento con qualche anno di anticipo, soprattutto quando si svolge un lavoro particolarmente faticoso. Si tratta della Quota 97,6, un’opzione che viene riservata a coloro che sono stati impegnati per anni in attività per le quali è possibile andare in pensione tra i 61 e i 64 anni. Se si vogliono però evitare ritardi, ci si deve muovere con largo anticipo: quest’anno va infatti presentata la domanda di riconoscimento dei requisiti per poter accedere alla pensione nel 2027.
L’avviso dell’INPS

L’avviso INPS sulla pensione – assodonna.it
Per prima cosa, bisogna inoltrare la domanda di accertamento dei requisiti: una misura che viene riservata ai lavoratori che per anni hanno svolto attività particolarmente complesse e usuranti. La normativa dice che questo tipo di attività deve essere stata esercitata per almeno la metà della vita lavorativa complessiva oppure per almeno 7 anni negli ultimi 10. Solamente quando c’è questo requisito, è possibile chiedere all’INPS di verificare se ci sono le condizioni per il pensionamento anticipato.
Tra i lavori usuranti rientrano i lavori in galleria, cava o miniera, quelli svolti in cassoni ad aria compressa, dai palombari o ad alte temperature, così come la lavorazione del vetro cavo, le attività in spazi ristretti e i lavori di asportazione dell’amianto. A queste categorie si aggiungono i lavoratori addetti alla linea catena, impegnati in mansioni caratterizzate dalla ripetizione costante delle stesse operazioni, e i conducenti di veicoli adibiti al servizio pubblico di trasporto collettivo con capienza non inferiore a nove posti.
Possono in realtà presentare la domanda anche i lavoratori notturni, a patto che l’attività si svolga per almeno 6 ore consecutive nell’intervallo compreso tra la mezzanotte e le 5 del mattino per almeno 64 notti all’anno.








