Economia

Esenzione ticket sanitario 2026: cambiano le regole e milioni di cittadini possono non pagare più

Esenzione ticket sanitario
Esenzione ticket sanitario: chi può non pagare nel 2026-assodonna

Reddito, età e condizioni di salute: cosa sta per cambiare per il ticket sanitario e perché conviene informarsi subito.

Il ticket sanitario ultimamente è spesso al centro del dibattito pubblico, non solo perché riguarda un tema sensibile che è quello della salute, ma anche perché il costo della vita è in continuo aumento e accedere alle cure è sempre più difficile. Molti cittadini, però, non hanno ancora chiaro quando il ticket si paga e quando, invece, è possibile evitarlo.

Il sistema delle esenzioni esiste da tempo, ma è spesso percepito come complesso e frammentato. Codici, soglie di reddito, requisiti anagrafici e sanitari variano da caso a caso, rendendo difficile orientarsi senza un supporto adeguato.
Con il 2026 sono previste importanti novità che potrebbero ampliare la platea di chi ha diritto all’esenzione ticket sanitario. Un cambiamento che riguarda milioni di italiani e che rende fondamentale capire come funzionano le nuove regole.

Cos’è il ticket sanitario e quando si applica

Il ticket sanitario è la quota di partecipazione alla spesa che il cittadino versa per alcune prestazioni del Servizio sanitario nazionale, come visite specialistiche, esami diagnostici e farmaci. Non tutte le prestazioni sono soggette a ticket e non tutti i cittadini sono tenuti a pagarlo.

 Esenzione ticket sanitario e nuove regole

Esenzione ticket sanitario e nuove regole, cosa cambia per le famiglie-assodonna

Chi si trova in particolari condizioni economiche, anagrafiche o di salute infatti può essere esentato, totalmente o parzialmente, dal pagamento, proprio per garantire l’accesso alle cure anche a chi ha maggiori difficoltà. Nel 2026 il sistema delle esenzioni è stato aggiornato per tenere conto delle mutate condizioni economiche e sociali. Le principali novità riguardano un allargamento del numero dei beneficiari, reso possibile dall’incrocio automatico tra dati fiscali e previdenziali, che consente di limitare errori e omissioni.

In particolare, potranno beneficiare dell’esenzione del ticket sanitario nuclei familiari con redditi medio-bassi, soprattutto in presenza di figli a carico o di pensionati con assegni minimi. Restano centrali i dati ISEE, che continuano a rappresentare lo strumento principale per valutare la situazione economica complessiva Un ruolo chiave è svolto anche dall’INPS, che fornisce le certificazioni reddituali necessarie per il riconoscimento automatico di molte esenzioni.

Quindi, chi non paga il ticket? Hanno diritto all’esenzione ticket sanitario, in presenza dei requisiti richiesti:

  • bambini sotto i 6 anni e anziani over 65 con redditi entro i limiti stabiliti;disoccupati e loro familiari a carico;
  • pensionati al minimo
  • persone affette da patologie croniche o rare;
  • soggetti con invalidità riconosciuta.

A queste categorie si aggiungono specifiche esenzioni per gravidanza, prevenzione e screening oncologici, stabilite a livello nazionale dal Servizio sanitario nazionale. In molti casi l’esenzione è riconosciuta automaticamente, grazie all’incrocio dei dati fiscali e previdenziali.

Quando ciò non avviene, è possibile presentare domanda presso la propria ASL di riferimento, online o allo sportello.
È fondamentale verificare periodicamente la validità dell’esenzione, perché alcune hanno scadenza annuale e devono essere rinnovate, soprattutto quelle legate al reddito.

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