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Sconfiggere stress e mancanza di tempo è l’approccio di Sloworking al mondo del lavoro

Vanessa Trapani, esperta in finanziamenti pubblici e innovazione d’impresa e oggi presidente di Sloworking, racconta com’è nato il progetto di conciliazione vita lavoro, in grado di creare valore e benessere per il territorio. L’Associazione Sloworking si rivolge primariamente alle donne che, soprattutto dopo la maternità, manifestano il  bisogno di “rallentare”, senza però rinunciare alla realizzazione professionale.


Buongiorno Vanessa, ci racconta la filosofia di Sloworking?

Sloworking” significa lavorare in un modo consapevolmente lento e in armonia con i tempi della vita. Attraverso piccole ma tangibili azioni è possibile affrontare il lavoro con un approccio sostenibile, centrato sul benessere della persona e della famiglia come chiave di successo professionale a medio e lungo termine. La nostra è un'associazione culturale con sede a Vimercate (Monza-Brianza) che crede nel lavoro come dimensione in cui si realizzi l’identità e la creatività delle persone e che sostiene donne e uomini desiderosi di prendere le distanze dai ritmi frenetici tipici dell’attuale cultura economica”.


Da dove è nata l’idea del coworking per la conciliazione vita lavoro?

Circa cinque anni fa ho intrapreso questo percorso con Laura Curti (architetto) e Silvana Loffredo (esperta di comunicazione digitale). Ci siamo conosciute nell’associazione Gas Pane e Rose, un gruppo di acquisto solidale, dove le persone fanno la spesa secondo criteri di scelta consapevoli. A fare da comune denominatore erano alcuni valori quali la solidarietà, la sostenibilità ma anche il benessere tout court. Così nacque l’idea di trovare un modo di lavorare che fosse in armonia con i ritmi della vita. Ricordo bene il momento di caos creativo durante il quale volevamo fare qualcosa ma non sapevamo ancora in quale direzione andare. Ci siamo quindi fatte aiutare da un group coach per capire quale fosse il primo passo da intraprendere. E’ stato proprio il coach ad aprirci gli occhi e a farci capire che l’idea di Slow eravamo proprio noi: cercavamo una risposta esterna mentre il nostro aiutarsi, condividere, stare insieme, mettersi in gioco era già l’essenza dell’associazione!


Quali sono state le evoluzioni salienti dell’associazione Sloworking?

Nel 2014 abbiamo fondato l’associazione Sloworking: inizialmente contava 5 socie fondatrici e in pochi mesi abbiamo raccolto oltre 50 soci e numerosi sostenitori. In tre abbiamo deciso di proseguire il cammino e il progetto si è ampliato: abbiamo aperto un coworking dentro al quale è stato investito molto, sia in termini di impegno che di risorse economiche, ma anche un laboratorio di buone pratiche aperto a chiunque ne voglia far parte per proporre la sua visione di un lavoro a ritmo di vita. In tutto ciò che facciamo cerchiamo di essere quanto più sociali, attente ai bisogni, efficienti ed efficaci, chiare nella pianificazione, con idea e visione. L’ultima grande conquista dell’associazione culturale è stata la realizzazione, nel centro storico di Vimercate, di Open Place, un “micro-distretto della cultura del lavoro lento e dell’innovazione sociale”, il cui cuore pulsante è il coworking civico - il primo della Brianza - e un “Atelier del Dire e del Fare”. Il progetto parte dalla rigenerazione di uno spazio pubblico, fino ad oggi inutilizzato, per trasformarlo in luogo aperto. Per noi questo è un riconoscimento davvero significativo. Vimercate è un comune innovativo e lungimirante, che ha sempre raccolto con positività le nostre istanze e che ci ha sempre affiancato in questo percorso.


Qual è il legame che tiene uniti i soci che frequentano il vostro coworking?

All’interno dell’associazione Sloworking vive una community brulicante di creatività, composta da professionisti e cittadini che credono nei valori di scambio di competenze e collaborazione con altri attori del territorio. Grazie a ciò, in pochissimi anni Sloworking è diventato un soggetto sociale ed economico noto in Brianza per essere portatore di benessere e innovazione sociale, punto di riferimento per professionisti e piccoli imprenditori interessati non solo a lavorare in un luogo accogliente e funzionale, ma anche a costruire network personali e professionali, spesso dopo periodi di inattività dovuti alla maternità o alla perdita del lavoro. Ed io ne sono sempre più convinta: “Conciliare lavoro e vita è possibile e significa rimettere insieme i pezzi della persona, che di fatto è più cose contemporaneamente. All’interno dell’associazione e del coworking ci diamo tante pause, cerchiamo i momenti di contatto umano ricreando un clima accogliente e familiare, senza mai perdere di vista l'obiettivo economico: tanti successi, senza tanto stress.


A chi vi rivolgete con le vostre attività per la conciliazione vita lavoro?

L’attenzione dei progetti, delle iniziative e dei servizi di Sloworking è rivolta soprattutto all’universo femminile poichè l’associazione riscontra quotidianamente come il bisogno di rallentare sia più sentito nelle donne, soprattutto dopo la maternità. Tuttavia le proposte non si esauriscono in progetti di genere ma sono rivolte a chiunque voglia vedere oltre, credendo profondamente che la vita personale non debba essere un ostacolo alla crescita professionale, ma sia fonte primaria di stimolo, aspirazioni ed entusiasmo. Ad esempio sta riscuotendo molto successo anche presso i papà il progetto Family Hub, dentro il quale l’associazione è responsabile della progettazione e il coordinamento in vari Comuni della Brianza di iniziative volte a diffondere e favorire la cultura della conciliazione vita-lavoro e del lavoro agile. Da quando abbiamo costruito Sloworking mi posso permettere di lavorare e andare a prendere i miei figli a scuola, partecipare a feste, saggi, stare a casa con loro se sono malati, tutto senza chiedere nulla a nessuno e senza sentirmi in difetto, o peggio, in colpa.   


Come pensate di diffondere la cultura della conciliazione vita lavoro?

La nostra ultima idea per sensibilizzare privati e aziende verso modelli di lavoro possibili, etici e sostenibili improntati al concetto di benessere produttivo è la realizzazione di una miniserie di quattro video-pillole che affrontino, anche in chiave ironica, temi attuali, ma poco presenti nel dibattito pubblico: maternità e lavoro, nuovi lavori liquidi o agili, nuovi modelli organizzativi aziendali, nuove strategie di conciliazione vita-lavoro. Per finanziare questo progetto l’Associazione ha attivato una campagna di crowdfunding su Produzioni dal Basso a cui è ancora possibile contribuire. L’obiettivo è quello di mettere al centro del tema del lavoro le narrazioni e i vissuti delle persone per coinvolgere attraverso l’esempio. Ci sono tanti casi che si potrebbero raccontare e da cui poter prendere spunto. Chi fa impresa crede a chi fa impresa e quindi vogliamo dar voce e risalto a storie di lavoro resiliente, creativo e sostenibile. Nei programmi dello Slowteam anche l’organizzare di almeno sei eventi, tra ottobre 2019 a maggio 2020, che animino l’Atelier del Dire e del Fare. Insomma… non siamo mai fermi… alla faccia della lentezza!

Un bel modello, quello di Sloworking, ritagliato addosso alle personalità ed alle competenze delle socie fondatrici, ma anche aperto a collaborazioni esterne per rendere “contagiosa” la filosofia del lavoro a ritmo di vita. 

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