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anna zampetti, founder come in una favola
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Professione: realizzatrice di sogni. Ecco la favola di Anna Zampetti, ora divenuta realtà.


Offrire a sposi e invitati abiti e accessori di prestigiose marche a prezzi accessibili per vivere al meglio il proprio giorno più bello. Questa la storia di successo dell’emiliana Anna Zampetti, oggi 29enne, laureata in Legge e founder di “Come in una Favola”, l’atelier dove trovare sontuosi abiti per matrimonio, ma anche scarpe, veli e stole per cerimonie a prezzi stock, scontati fino all’80%. Una giovane donna imprenditrice che, nell’arco di soli tre anni, ha raggiunto i propri obiettivi con impegno e determinazione ed ora guarda con fiducia al futuro. Un’idea di impresa nata un po’ per caso ma che oggi punta ad arrivare molto lontano.


Buongiorno Anna, ci racconta un po’ come come è nata la sua idea di business?

Dopo gli studi universitari in Legge ho intrapreso un lavoro presso lo studio di un Magistrato che curava aste fallimentari. Nel frattempo mi sono sposata e in quel periodo mi sono messa alla ricerca di un abito da sposa da sogno, ma che non costasse un patrimonio: non sono riuscita a trovarne uno a meno di duemila euro. Un giorno, attraverso il mio lavoro, sono incappata in una serie di stock di abiti da sposa e ho deciso di provare a venderli online. Vista la grande richiesta ho capito che c’era un potenziale business, un vuoto di mercato da colmare. Così, a 26 anni, nonostante lo scetticismo di alcuni, ho scelto di fare il grande passo e aprire il mio negozio in centro a Reggio Emilia.


Di cosa si occupa la sua impresa?

“Come in una Favola” è la catena italiana outlet di abiti da sposa, sposo e cerimonia di grandi marche a prezzi scontati fino all’80%. Rappresenta uno dei più importanti outlet d'Italia ed è sempre più scelto dai futuri sposi che sono alla ricerca di un abito e di accessori di grande qualità, ma che non vogliono o non possono spendere un patrimonio. Il nostro obiettivo, grazie al personale formato e qualificato che accoglie la clientela, è accompagnare i futuri sposi in una scelta serena e pienamente soddisfacente.


Qual è stata l'evoluzione della sua impresa, anche sotto il profilo dei numeri (oggi quanti dipendenti, collaboratori, sedi conta)?

Dal primo negozio aperto a Reggio Emilia, tre anni fa, oggi “Come in una Favola” conta 23 negozi di cui 18 franchising. Siamo in grandi città come Chieti, Roma, Torino, Matera, La-Spezia, Livorno, Lucca, Cosenza, Vibo-Valentia, Brescia, Pavia, Terni, Piacenza, Rimini, Ancona, Ascoli-Piceno, Fano, Padova e Verona. Attualmente ho 15 dipendenti: la maggior parte di loro sono giovani donne come me, motivate e con tanta voglia di fare.


Qual è secondo ei il segreto per lavorare in sintonia nel team aziendale e raggiungere risultati soddisfacenti?

Non è facile tenere coeso il team aziendale: parto dal presupposto che per ottenere dei buoni risultati è fondamentale mettersi in gioco per primi, dando il buon esempio soprattutto quando si ricopre un ruolo come il mio, di founder e leader. Sono a tutti gli effetti la prima operaia della mia azienda e non mi tiro indietro davanti a nulla, spronando anche i miei collaboratori a fare lo stesso. Credo fortemente nella meritocrazia e per questo riconosco alle mie dipendenti dei premi al raggiungimento di risultati: i bravi lavoratori vanno premiati e anche questo influisce sul clima aziendale e sulla motivazione delle mie dipendenti, che mi regalano di conseguenza grandi successi e soddisfazioni.


Com'è passata da un'idea allo sviluppo di un business sostenibile?

Solo con le mie forze e con tanto lavoro, puntando sempre tutto su due aspetti fondanti: qualità della merce e affidabilità del servizio. Da tre anni a questa parte è lampante la crescita di “Come in una Favola”: la mia azienda ora è in un momento caldo, dove ci sono tante responsabilità ma altrettante soddisfazioni. Le persone iniziano a conoscerci e sanno che da noi trovano abiti di qualità a prezzi ribassati, anche di stilisti stranieri, griffe spagnole e americane molto note ad esempio.


Quali sono stati gli Enti che l'hanno aiutata, anche attraverso elargizione di capitali?

Per aprire e per avviare la mia azienda non ho ricevuto finanziamenti da nessun Ente e non ho acceso mutui: a 26 anni ho investito i miei risparmi in un progetto in cui credevo fortemente e che oggi mi regala tanta soddisfazione. Solo recentemente mi è stato assegnato un finanziamento di 13 mila euro a fondo perduto grazie ad un bando della Camera di Commercio di Reggio Emilia per un software gestionale. Accedere ai bandi di finanziamento in autonomia non è sempre facile, così ho scelto di affidarmi ad una agenzia specializzata per le pratiche.


Quali sono i suoi obiettivi per il futuro?

Il prossimo obiettivo che voglio raggiungere è quello di approdare anche sul mercato europeo, esportando di fatto un modello di business che funziona e che non è ancora stato pensato da altri. Voglio affermare ancora di più il brand “Come in una Favola”, un marchio affidabile e con un rapporto qualità/prezzo davvero unico.


Quali sono i tre consigli che darebbe alle donne che vogliono avviare un'attività in proprio?

Essendo una donna concreta e pragmatica mi sento di dare consigli pratici. Alle giovani donne che vogliono avviare la loro attività suggerisco di mantenere basse le spese iniziali, così da non impiegare denaro in elementi che in un primo momento non sono indispensabili. Consiglio di credere moltissimo nel marketing e nel web, per promuovere il proprio brand nel modo più completo possibile al fine di raggiungere sempre più potenziali clienti. Infine consiglio di proporre un prodotto o un servizio innovativo e di qualità, che vada a riempire un vuoto di mercato e che possa risponde di fatto a un bisogno.

 Ringraziamo Anna Zampetti per la gentile disponibilità e le auguriamo tanti nuovi successi.

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