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Intervista a Susanna Spinsante ingegnere elettronico e co-fondatrice di Dowsee srl
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Creare start up partendo dai bisogni del futuro

Per creare start up che possano resistere sul mercato è bene immaginare strumenti nuovi per i bisogni del futuro. Questo è quanto ci raccomanda Susanna Spinsante che, per le sue start up, ha pensato al risparmio idrico ed energetico.

Di origine marchigiana, Susanna Spinsante racconta di essere cresciuta tra le schede elettroniche già in famiglia, grazie al lavoro di sua madre, il che le ha consentito di sviluppare sin da bambina una forte curiosità e passione per le tecnologie, fino a scegliere di diventare ingegnere elettronico.

Quanto a discriminazioni di genere, non può non riconoscere che l’ambito dell’Ingegneria, in particolare quello Elettronico, è un ambito prevalentemente maschile, per ragioni culturali e storiche. Questo vale anche nell’ambiente Accademico, dove lavora tuttora come assegnista di ricerca: il trattamento economico è lo stesso dei colleghi uomini, ma la presenza femminile è ancora molto limitata e la percezione è quella di dover sempre dimostrare “qualcosa in più” per ottenere considerazione. 

E’ co-fondatrice di due spin-off dell’Università Politecnica delle Marche (Ancona): DowSee Srl (2012), nata per occuparsi di sostenibilità nel campo del risparmio idrico ed energetico, e ArieLAB Srl (2004), che ha nel suo core business domotica, ambient assistes living, e servizi agli anziani. Attualmente, dopo l’esperienza come Presidente in ArieLAB per alcuni anni, si dedica principalmente a DowSee.


Creare start up: intervista a Susanna Spinsante

1. Nel creare le sue due start up innovative, lei ha fatto sicuramente un’ottima scelta, sia relativamente ai settori individuati, sia ai servizi offerti. Come mai ha poi deciso di dedicarsi pienamente solo a DowSee Srl?

La costituzione di ArieLAB nel 2004, è stata un’esperienza importante e complessa, ma allo stesso tempo piena di occasioni per formarsi sul campo, acquisire nuove competenze, conoscere meglio anche me stessa. Dopo aver supportato la società in vari ruoli, ho pensato che fosse opportuno dare spazio a chi nella società spende le proprie energie lavorando per portare avanti i nostri progetti, continuando ad offrire supporto soprattutto nello sviluppo di nuove progettualità, con l’aiuto degli altri soci.

La DowSee srl nata nel 2012 con 5 soci e l’Università, ha attraversato fasi altalenanti per la complessità della scelta dei soci. Ad un avvio molto promettente, è seguita una fase complessa perché abbiamo investito notevoli risorse per la formazione di giovani che potessero prendere in mano la società e portarla a maturazione ma, dopo aver dato loro la possibilità di sviluppare competenze e capacità in ambiti tecnologici molto ambiti dal mercato, hanno deciso di prendere altre strade.
Tutto ciò naturalmente è costato tempo e di risorse, tuttavia l’esperienza è servita. Abbiamo in seguito individuato e coinvolto altre persone fortemente motivate e di provate capacità, e complessivamente ora il team operativo è costituito da 5 persone, di cui due fondatori e tre soci che si occupano nel concreto dello sviluppo dei nostri progetti, e stiamo pensando ad una ristrutturazione per rilanciare la società e rendere protagonisti questi ragazzi a pieno titolo, con un peso ed una responsabilità maggiori.

2. Nel creare start up, scegliere soci e collaboratori non è mai facile. Quali errori avete evitato di ripetere e quale unica donna del team il suo ruolo è più facile o più difficile?

L’esperienza negativa nella scelta dei soci ci è servita per capire che non potevamo pensare di “imporre” ad altri il nostro entusiasmo e le nostre aspettative o desideri circa il futuro di DowSee. Per questo abbiamo piuttosto pensato di coinvolgere in maniera concreta e operativa questi ragazzi nei progetti che stavamo portando avanti, per poi capire se queste attività avrebbero generato in loro la voglia di mettersi in gioco e farsi protagonisti in prima persona prendendo in mano le sorti della società. E così è stato.
Il fatto di essere l’unica donna nel team non mi crea particolari difficoltà né semplificazioni: il rapporto tra noi è alla pari e improntato alla schiettezza e al pragmatismo. A volte, magari, una certa predisposizione alla mediazione aiuta a evitare incomprensioni.

3. Nel creare start up partecipare contest e premi è importante. Può dirci quali sono stati i premi più significativi e in quali contest li avete ricevuti?

La costituzione di DowSee nel 2012 è stata, in realtà, l’ultimo passaggio di un percorso che era partito un paio di anni prima, per sviluppare l’idea di un dispositivo che si auto-alimentasse e permettesse il monitoraggio delle perdite idriche. Con questa idea ci siamo presentati dapprima alla competizione nazionale "Working Capital" 2011 organizzata, tra gli altri, da TIM (TelecomItalia), in occasione della quale abbiamo vinto un grant in denaro e un tutoraggio di un anno per lo sviluppo tecnologico di un prototipo del nostro sistema. Poi nel 2012 abbiamo partecipato alla business plan competition regionale “eCapital”, in cui siamo risultati vincitori di un premio da 50mila euro che abbiamo usato come capitale per costituire la società e sostenere i primi anni di avvio delle attività. La nostra idea, poi, nel 2012 ha ottenuto un riconoscimento vincendo la competizione “ItaliaCamp”, e il premio “Oscar Marchigiano” nella sezione Ambiente, sempre nel 2012. 

4. Creare start up naturalmente non basta, perchè bisogna sempre prevedere il futuro. Quali sono i prossimi passi per lo sviluppo di DowSee?  

In questo momento l’idea di ristrutturarci e in qualche modo ritrovare l’essenza originaria della nostra iniziativa ci sta dando grande entusiasmo. Abbiamo vari progetti in corso, altri in cantiere, e contiamo di costruire in breve tempo una base solida di attività che ci permetta, ad esempio, di pensare ad una o più assunzioni, e innescare un meccanismo virtuoso di crescita. L’espansione all’estero non è al momento nei nostri piani…siamo marchigiani, gente con i piedi per terra, che “fa il passo secondo la gamba”, come dice un detto da noi popolare. Tuttavia la nostra vocazione hi-tech e lo strettissimo contatto con il mondo accademico e della ricerca ci stanno già aprendo grandi opportunità anche verso l’estero, che intendiamo coltivare e consolidare.

5. Creare start up comporta anche conciliare famiglia e impresa. Lei ha affermato di avere accanto a sé un uomo intelligente che non ha mai messo in discussione i suoi progetti. Saranno molte ad invidiarla! Quali consigli può darci come donna, per la buona riuscita di un rapporto? 

Purtroppo sono consapevole del fatto che non esiste una ricetta che valga per tutte le situazioni, e che in questo ambito molto si deve anche alla “fortuna”. Però sono convinta del fatto che per trovare la propria realizzazione in un rapporto sia prima necessario realizzarsi come persona, costruire una propria identità, in modo da avere la libertà di potersi aprire all’altro senza aspettative o pretese, che spesso sono solo la proiezione di aspettative personali non realizzate. 

6. Creare start up innovative quando si è ingegnere, forse è più facile. Le donne che sono laureate in discipline umanistiche hanno realmente minori chance? 

Non credo proprio. Le donne che non hanno studiato ingegneria o materie tecnico-scientifiche non devono perdersi d’animo. Oggi è più che mai importante conciliare pensiero umanistico e tecnologico e per chi ha intelligenza, curiosità e voglia di apprendere o auto-apprendere ci sono mille opportunità.

Molte università stanno lanciando utili master per professioni legate alla tecnologia, ma ci sono aziende che richiedono anche basi umanistiche, convinte che una preparazione umanistica possa dare un valore aggiunto alle competenze tecnologiche. On line ci sono corsi di ogni tipo, a pagamento e gratuiti, corsi specialistici di ogni genere che richiedono solo una scelta oculata, passione e curiosità di sapere, e capacità di mettersi in discussione. Ciò che veramente importante è sapere strutturare un proprio percorso progettuale, sia esso lavorativo, imprenditoriale opersonale.

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