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Napoli, itinerari archeologici

Villa Imperiale Pausilypon e la Grotta di Seiano. Itinerari archeologici di fascino. La Napoli che incanta il mondo.
Arrivateci dalla grotta di Seiano, l'antica grotta dalle mura romane e dal pittoresco susseguirsi di archi borbonici. Attraversatela in tutta la sua lunghezza (800 metri circa) per poi sbucare alla luce e abbagliarvi con le rovine romane che si presentano davanti ai vostri occhi: l' Odeion dove Virgilio stesso ha letto i suoi versi e il grande Teatro romano.

Sospendete il fiato davanti alla vista che la terrazza panoramica vi offre, osservatene i dettagli dei luoghi,  visualizzateli ad occhi chiusi per conservarli nella vostra memoria per sempre, perché nulla esiste di simile al mondo che possa generare lo stesso stupore e almeno una volta nella vita bisogna esserci, in quei luoghi straordinari.

Villa Imperiale Pausilypon: un teatro, un odeion e strutture termali

A partire dall'età repubblicana e per tutto il periodo dell'Impero l'area costiera del golfo di Napoli e dei Campi Flegrei fu interessata dall'insediamento di numerose ville, appartenenti per lo più a grandi esponenti dell'aristocrazia, della politica e della finanza del tempo.

Napoli, Villa Imperiale PausylliponTra le ville diventate poi dimore imperiali certamente Pausilypon è quella di cui restano le più significative testimonianze: essa si estendeva sulle pendici della collina, in uno dei punti più suggestivi della costa napoletana, tra la baia di Trentaremi, le isole della Gaiola, le cale di San Francesco e dei lampi, fino a Marechiaro. Il complesso apparteneva al ricco cavaliere Publio Vedio Pollione, importante e discusso personaggio politico all'epoca di Augusto.

Alla morte di Vedio Pollione, il Pausilypon entrò a far parte del demanio imperiale: il primitivo nucleo fu ampliato e adeguato alle nuove funzioni di residenza imperiale.

Pur nell'incompleta conoscenza che ne abbiamo, il complesso napoletano resta uno degli esempi più straordinari di ville di otium che ci sia pervenuto. Si tratta di uno dei primi esempi di villa costruita adeguando l'architettura alla natura dei luoghi, disponendo di varie funzioni residenziali, di accoglienza, ludiche, termali, non più in un unico edificio, bensì in vari nuclei disposti scenograficamente in tutti gli spazi di un paesaggio stupendo. Un modello che aveva i suoi precedenti nei Campi Flegrei e a Capri, e che ebbe poi seguito con grandiose realizzazioni in altre ville imperiali, come ad esempio la villa Adriana di Tivoli.

La storia del complesso proseguì nel tempo, per tutto il periodo dell'impero fino ad epoca tardo antica, allorché il sito decadde e fu abbandonato. Le imponenti strutture della villa scomparvero ricoperte dalla vegetazione e dal terreno, mentre gli edifici sul mare sprofondarono in acqua a causa dei fenomeni di bradisismo.

Bisognerà aspettare i secoli XV-XVII perché l'area sia di nuovo significativamente popolata allorché, ripristinata la sicurezza delle coste dagli attacchi dei pirati saraceni, la bellezza dei luoghi indusse molti signori napoletani e stranieri a porre di nuovo le loro residenze a Posillipo: ed è allora che cominciarono ad essere osservati e menzionati da alcuni studiosi, come il Pontano e Fabio Giordano, gli avanzi dell'antica villa. Dalla seconda metà del XVIII secolo l'area comincia ad essere visitata da studiosi come il Winckelmann, e alcuni dei ruderi, specialmente quelli visibili dal mare, come la cosiddetta Scuola di Virgilio, sono rilevati e riprodotti in splendide acqueforti. Fu solo nel 1820 che l'antiquario Guglielmo Bechi diede inizio a scavi nella zona; seguì nel 1840 il ritrovamento, durante la realizzazione di una nuova strada di Posillipo, dell'imboccatura orientale della cosiddetta Grotta di Seiano e il ripristino della galleria voluto dal re Ferdinando II. Nel 1841 scavi più sistematici vennero intrapresi, furono così messi in luce alcuni dei più significativi edifici del complesso, come il teatro, l'odeon, il cosiddetto Tempio, per la maggior parte tuttora visibili e recuperati importanti reperti come la statua delle Nereidi su pistrice, acquistata dal  Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Sul terrazzamento più alto, in una zona sovrastante la baia di Trentaremi, si estendeva la pars publica del complesso residenziale, caratterizzata soprattutto da due edifici per spettacoli, un teatro e un odeion, che indicano come la villa, divenuta dimora imperiale, fosse stata concepita come una piccola città.
L'edificio che più degli altri colpisce il visitatore è il teatro, la cui tipologia è piuttosto singolare, anzi costituisce un unicum. Fu costruito sfruttando il pendio naturale della collina secondo una tecnica costruttiva tipica dei greci, con la cavea aperta verso sud. la capienza del teatro è stata calcolata in circa duemila posti. L'orchestra, del diametro di circa 11 metri, doveva essere in origine pavimentata in marmo. dal centro di essa si diparte verso l' odeion una grande vasca; si tratta di una grande natatio con fontana, in origine adorna di marmi, destinata forse a quegli spettacoli coreografici nell'acqua, che si diffusero nel mondo romano soprattutto nel periodo tardo-antico. Sul lato occidentale del teatro sorgono i resti di un edificio a pianta rettangolare con un lato breve arcuato. Identificato tradizionalmente con un ninfeo, potrebbe anche trattarsi, considerata la funzione degli altri edifici e la consolidata tradizione di gare atletiche che si svolgevano sia a Neapolis che a Puteoli, di un piccolo stadio.
Circa 45 metri a sud del teatro, a picco sulla baia di Trentaremi, sorge l' odeion, ovvero un theatrum tectum destinato ad audizioni di poesia, di retorica o di musica.

La grotta di Seiano

Napoli, itinerari archeologici, Grotta di SeianoUna grandiosa galleria romana che, unisce l'emozione di un percorso nel sottosuolo alla suggestione di una singolare vista panoramica dalle viscere della terra sulla spiaggia di Trentaremi. Inquietante e mozzafiato è la vista a strapiombo sul mare che si gode dalle aperture laterali della grotta, tre cunicoli su lato sud realizzati per garantire luce e ventilazione e al lungo, buio percorso. La galleria ideata per dare più facile accesso alla villa di Pollione, il monumentale complesso residenziale Pausilypon che, altrimenti raggiungibile solo via mare, il ricco cavaliere repubblicano Publio Vedio Pollione lasciò in eredità all'imperatore Ottaviano Augusto. Testimonianza delle avanzate capacità progettuali, tecniche e costruttive dell'ingegneria romana, il passaggio è rimasto dimenticato per secoli e solo per caso riscoperto, nel 1840, durante il progetto della costruzione delle rampe di Coroglio voluta da Ferdinando II di Borbone che, affascinato dal rinvenimento ne ordinò la sistemazione ed il restauro (scritto Paola De Ciuceis)

I lavori per riattivare l'antico passaggio furono lunghi, difficili e pericolosi a causa delle frane e dell'esalazione di gas mefitici furono portati a termine nel 1841. Da allora la Grotta di Seiano fu inclusa negli itinerari frequentati dai turisti colti in visita a Napoli.

Gli eventi bellici della seconda guerra mondiale diedero un pesante colpo alla conservazione del monumento: l'area archeologica fu sequestrata dai comandi militari e adibita a rifugio per gli abitanti della zona industriale di Bagnoli, soggetta per lunghi giorni ai pesanti bombardamenti delle truppe alleate.
Dopo tale utilizzo improprio e la caduta negli anni Cinquanta di alcune frane che ne ostruirono in parte gli ingressi, per il monumento ci fu di nuovo un lungo periodo, quasi un trentennio, di abbandono e di oblio terminati con i lavori fatti in occasione del vertice dei G7 che ci hanno permesso di poter visitare questi splendidi luoghi

Ogni anno, in occasione di eventi estivi e della manifestazione "I Teatri di pietra" vengono aperti sia la Grotta di Seiano che Villa Imperiale Pausilypon.

La Grotta di Seiano è aperta al pubblico e si può visitare dal lunedì al sabato: ore 9 / 12,30

Per I Teatri di Pietra visita la sezione Eventi - Musica e Spettacolo

 

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