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Una formatrice e counsellor ti racconta.. PDF Stampa E-mail
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lunedì 23 novembre 2009
donna_disagio.gif Una formatrice e counsellor ti racconta la "Storia di Elena" e ti invita ad un seminario gratuito che si terrà a Napoli martedì primo dicembre 2009 alle ore 18.00, per apprendere come azioni di counselling possono agire su vergogna e mancato attaccamento: emozioni confluenti che costruiscono copioni di disagio. Ecco la storia. Elena è una ragazzina solitaria. Ha quattordici anni e  passa molto tempo a leggere, fin da quando era piccolissima. E lo strano è che legge già ad otto anni storie di miti e leggende degli antichi greci, romani, maya, aztechi.

Ha una sorella, di cinque anni più grande di lei. Tuttt’altro dedita alla lettura: le piace cucinare, lavorare a maglia, uncinetto, fare acquisti di abiti e belletti, poco incline allo studio teorico. Dai racconti dei genitori la sorella maggiore ha "le mani d'oro". Elena invece va molto bene a scuola, ma non si esprime nessun commento di come è e di quali qualità abbia. Difatti Elena fa di tutto per rendersi piuttosto invisibile alla vita familiare. Non esce, non frequenta ragazzi, non si veste in maniera vistosa. I passatempi sono lo studio e lo sport, considerati leciti e benvoluti dal padre e dalla madre. Viceversa la sorella esce, ha gruppi di amici poco raccomandabili e soprattutto incontra un ragazzo di una famiglia "non alla pari" di quella di Elena, che suona il pianoforte, ha i capelli lunghi e fa finta di studiare all'università.

La madre di Elena, Teresa, quando Elena ha quattordici anni è già lievemente depressa. Ha sposato Giacomo quando aveva 23 anni, perché si diceva innamorata - se di amore si poteva parlare - avendo frequentato Giacomo sempre alla presenza delle rispettive famiglie e non avendo avuto mai con lui degli scambi su progetti di coppia o tanto meno genitoriali. Teresa scopre, infatti, rapidamente che Giacomo è si, un brav'uomo, ma assolutamente concentrato sul suo lavoro e sui suoi passatempi - pesca, lettura - che escludono Teresa, e la rendono anche totalmente avulso dalla responsabilità di coppia e genitoriale. Lentamente Teresa introietta tutte le sofferenze del mondo, contraendo il tifo per ben due volte, ammalandosi di parametrite pelvica, curata per artrite reumatoide, per dieci anni, diventando irrimediabilmente ipocondriaca. Si sviluppa quindi questa modalità di comunicazione madre - figlie attraverso la malattia, perché è l'unica forma di risposta al bisogno di attaccamento che Teresa riconosce. Elena si sente ripetere che Teresa non l'avrebbe voluta in quel momento, perché stava preparando le ultime prove per il concorso a cattedra, per diventare professoressa di ruolo. Invece il padre si ostinava perché altrimenti tra le due figlie ci sarebbe stata un'eccessiva differenza di età e lui incominciava a sentirsi vecchio - aveva quando Elena è nata 35 anni. Il desiderio di Giacomo, però era di avere un maschio, con cui finalmente condividere le passioni che considerava tipicamente maschili - pesca, tennis, il lavoro di grande responsabilità e di prestigio.

La sorella di Elena si ammala di epatite virale e rimane per un mese e mezzo a letto. Elena è mandata a stare dalla nonna paterna, dove riceve una volta alla settimana la visita del padre - a cui non può dare neanche un bacio, né abbracciarlo, perché potrebbe essere infetto dal virus. Elena vive in questa situazione la crisi abbandonica e incomincia a soffrire di stipsi, acuita dal invito maniacale dei nonni che la mettono sul water ad orari stabiliti. Successivamente la sorella di Elena è ingessata dal collo alla zona pelvica, all'età di 14 anni per una grave forma di scoliosi, dopo un lungo calvario di visite, diagnosi e consigli di medici discordanti. E così rimane per due anni. Elena si presta con le sue braccia e mani sottili a lavare con alcol il corpo della sorella, che è impossibilitata a utilizzare la doccia, ma non lo fa con piacere, perché la sente come un carico di responsabilità troppo elevato e distraente dalle sue occupazioni. In quell'epoca Elena aggiunge la visione della televisione. Sta davanti al televisore intere domeniche, guardando ogni sorta di spettacolo, dalla trasmissione di varietà al film, al telefilm, al telegiornale, senza stancarsi. In questo modo non avverte la solitudine e si sente parte di una realtà altra, più sorridente e spensierata.

I suoi successi scolastici e sportivi, la mettono tuttavia in luce, nella piccola comunità della scuola superiore, in cui pratica anche lo sport. E' in quest'ambiente che incontra un ragazzo - il più bello ed ambito della scuola - a cui tutte le ragazze fanno il filo e che regolarmente "il bello ed impossibile" disdegna. Si notano reciprocamente e dopo un lungo inseguimento di lei e di lui, si fidanzano. E' all'inizio un amore platonico, totalizzante, isolante. Insieme scoprono i propri corpi, senza avere un amplesso completo, perché a Elena è stato inculcato di "arrivare vergine al matrimonio" e così vi rimarrà fino all'età di 22 anni. In questo ragazzo Elena ha riposto tutti gli affetti mancati: la madre, il padre, la sorella. Dopo un anno e mezzo al ragazzo manca lo spazio vitale, vuole uscire con gli amici, coltivare hobby anche indipendentemente da Elena. Nel frattempo Elena ha deciso di saltare un anno al liceo, studiando per due anni contemporaneamente, in modo, dice - < da avere più libertà all'università e accelerare i tempi per sposarsi>. Il suo tempo quindi è assolutamente assorbito dallo studio e dalla frequentazione con il fidanzato.

La libertà richiesta dal fidanzato le sembra un ennesimo abbandono e quindi inizia la crisi. Allora Elena costruisce le proprie difese nella capacità di stare da sola. Nel frattempo la madre si intossica di farmaci, anche psicofarmaci, alla notizia dell'imminente desiderio della sorella di sposarsi con "il capellone" che nel frattempo è stato "sistemato in banca" da parte dei genitori. Elena diventa assolutamente invisibile: si chiude nei suoi studi, si allontana dalle poche amicizie della scuola, sceglie una università che nessuno dei suoi compagni segue. Pratica molto sport, anche solitari, che indirizzano la propria energia vitale al rafforzamento del proprio aspetto fisico.
Intesse successivamente altre relazioni amorose, brevi, che finiscono tutte allo stesso modo: l'abbandono di lui e/o anticipato dal disgusto di lei, ripetendo il copione del non attaccamento, riaprendo la "ferita dei non amati". 

Napoli - Penguin Café 1 dicembre 2009 dalle 18,00 alle 20,00
Via Santa Lucia n. 88 

DALLE EMOZIONI AI SENTIMENTI sul luogo di lavoro, in famiglia, nelle relazioni interpersonali

Seminario introduttivo ad un percorso di counselling individuale intende trasferire spunti di riflessione sulla capacità personale di riconoscere la "persona essenziale" e attivare le risorse personali per migliorare la propria qualità della vita

Obiettivi: Condurre all'equilibrio della propria vita attraverso l'esperienza di apertura a emozioni poco frequentate. Sperimentare l'armonia interna attraverso la scoperta di valori per trasformare le emozioni occasionali in sentimenti stabili.

Il seminario è gratuito e avrà la durata di due ore. Alla fine dell'intervento ai partecipanti sarà offerto un incontro di counselling individuale in data da destinarsi secondo un calendario di prenotazioni.

Il seminario sarà tenuto dalla Dott.ssa Zila Carnevale

Formatrice e counsellor ad approccio umanistico integrato

Per informazioni: tel. 368. 62 88 37

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