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martedì 08 dicembre 2009

lella_golfo.jpg A primavera 2010 saranno rinnovati moltii consigli di amministrazione nelle società quotate da Benetton a Generali, Sole 24 Ore, Intesa San Paolo, Ubi Caltagirone, Cofide, Snam. Le donne ci saranno?  Il progetto di legge dell’on. Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, lo prevede.

 

Negli ultimi mesi il tema della scarsa presenza femminile delle donne nei Cda si è infiammato per il dibattito in Parlamento, per le modifiche al Codice di autodisciplina di Borsa italiana, per le iniziative delle professioniste e per la presa di posizione di personaggi come Corrado Passera di Intesa San Paolo, Alessandro Profumo di Unicredit e Marcello Messori di Assogestioni, organizzazione che è riuscita a collocare Rosalba Casiraghi nel consiglio di sorveglianza di Intesa e Lucrezia Reichlin nel cda di Unicredit. Sommessamente qualcosa sta cambiando.

Altre società non si sbilanciano sostenendo che è prematuro parlarne ma intanto tra pochi mesi saranno da confermare o cambiare complessivamente 931 incarichi. Cosa succederebbe se diventassero legge le quote di garanzia al 30% di cui oggi si discute alla Camera dei Deputati? Sarebbe uno choc. Infatti, nelle nomine di primavera che interessano 91 società, cioè un terzo dei listini, 275 posti dovrebbero essere riservati di diritto alle donne.

 
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