Nasce a Napoli il Museo del Giocattolo, primo di tutto il Mezzogiorno d’Italia. Presso il piano mostre del cinquecentesco complesso universitario Suor Orsola Benincasa, è esposta la preziosa e raffinata collezione, tra le più importanti d’Europa.
Oltre millecinquecento pezzi che il professor Vincenzo Capuano, docente di storia del giocattolo presso la facoltà di Scienze della Formazione del Suor Orsola Benincasa, ha raccolto, studiato, e minuziosamente catalogato per il nuovo Museo del Giocattolo.
Nelle ventotto vetrine del Museo del Giocattolo, divise per categorie, sono in bella mostra giocattoli di ogni sorta: giocattoli di latta, dalle trottole ottocentesche ai trenini, fino ai robot e le astronavi; giocattoli di legno, materia protagonista assoluta della storia del giocattolo; giocattoli militari, da sempre discussi circa il loro valore formativo; giochi da tavolo, labirinti e giochi dell’Oca, Risiko e Monopoli, scacchi e giochi di carte.
Un’intera vetrina è dedicata a Pinocchio e molte alle bambole, giocattolo per eccellenza. Nelle vetrine bambole antiche, bambole ottocentesche e sorprendenti automi come il Fou du roy, buffone di corte con la faccia da Jocker, in porcellana di Jumeau, che fa uno sberleffo tirando fuori la lingua scarlatta. Bambole del novecento e bambole Lenci; tra queste un enorme Rodolfo Valentino,vestito da sceicco, del 1926, anno della scomparsa del divo, che costituisce l’esemplare più raro della storica casa italiana. Anche la bambola che Benedetto Croce comprò in Germania nel 1930 per la più piccola delle sue figlie, Silvia, è stata dalla stessa donata al Museo del Giocattolo poco prima della sua scomparsa.
Tante le Barbie, persino la prima Barbara Millicent Roberts del ‘59, che, per la sua sensualità, non fu proposta per i bambini, ma messa in vendita nelle tabaccherie.
Tantissimi i pupazzi, anche il nostro Pulcinella nelle sue varie rappresentazioni come le raffinate marionette inglesi e francesi; in parata il mondo Disney e tantissimi i peluche con l’immancabile orsetto Teddy.
Il Museo del Giocattolo è dotato di 10 iPad a disposizione dei visitatori, che forniscono per ogni pezzo esposto, attraverso una serie di applicazioni, informazioni, immagini e forme di interreazione.”Cosa di bambole”, per esempio, consente di rivestire le bambole a proprio piacimento, e con “C’era una volta un pezzo di legno”, dall’incipit del Pinocchio di Collodi, si può incidere virtualmente la tavoletta di legno dando vita ad un proprio novello burattino.
C’è poi una Guida multimediale su schermi ad alta definizione presenti negli spazi del Museo del Giocattolo ed un sito web su cui è possibile creare sale virtuali e nuovi percorsi di fantasia.
Il Museo del Giocattolo è dedicato a Ernst Lossa, il piccolo zingaro detenuto nove anni in un ospedale psichiatrico ed ucciso a quattordici anni, nel ’44, vittima della folle campagna nazista di eugenetica, simbolo di un infanzia negata.
L'ingresso al Museo del Giocattolo è gratuito.
Apertura straordinaria 2 – 3- 4-5 gennaio 2012
Apertura ogni venerdì ore 9 - 18
Piano Mostre - Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
Via Suor Orsola, 10
Info 081.252.23.53
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