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Gea Casolaro, foto e video in mostra al Museo Macro

Intervista a Gea Casolaro, poliedrica artista contemporanea di successo internazionale. 

Gea Casolaro, foto e video in mostra al Museo Macro di Roma

Gea Casolaro vive tra Roma e Parigi e ha ora in corso presso il Macro, Museo di Arte contemporanea di Roma (07/04/2017-11/06/2017), una mostra personale di fotografie e video in cui osserva persone e luoghi, coniugando presente e passato, dando luogo a visioni che fanno pensare, riflettere ed emozionare. Il Macro le dedica un’ampia personale dal titolo, “Con lo sguardo dell’altro” che rivela quanto sia importante per Gea Casolaro lo sguardo altrui nella costruzione della propria opera, nella visione dell’arte e della vita in generale.

1 Qual è il percorso necessario, per un’artista donna oggi, per arrivare a esporre in un museo prestigioso quale il Museo Macro di Roma?

Il percorso è tortuoso e non determinato in partenza: intendo dire che ciascuno ha il suo. Penso che fare l'accademia di belle arti ad esempio possa aiutare, per via del contatto con i professori che spesso sono professionisti del settore e possono indirizzare e dare consigli utili. Tuttavia questo non è stato il mio caso. Ho seguito studi scientifici e poi una carriera nella comunicazione e solo a un certo punto ho deciso di ricominciare per seguire un percorso più personale. Ho rinunciato a uno stipendio fisso e a una vita più confortevole per essere più libera di fare ciò che amo e che credo abbia più senso. Per quanto riguarda la possibilità di esporre nei musei o lavorare con le gallerie il fatto di essere donna non è un discrimine: il mondo dell'arte contemporanea è pieno di professioniste, artiste, critiche, galleriste, curatrici, direttrici di musei.

2 L'affermazione di un'artista e le quotazioni delle sue opere, su quali fattori prioritari si fondano oggi?

 Come dai tempi antichi, le logiche del mercato dell’arte si basano sull’apprezzamento di quelli che un tempo si chiamavano mecenati e oggi collezionisti. Essendo molto scarsi in Italia i fondi pubblici devoluti all’arte, e alla cultura in genere, è chiaro che il privato ha un peso fondamentale e che quindi il lavoro delle fondazioni e delle gallerie è primario. Naturalmente, più un’artista partecipa a grandi esposizioni internazionali, più il suo lavoro verrà conosciuto nel mondo e quindi apprezzato anche economicamente. Esistono poi anche altre forme di finanziamento come ad esempio la committenza: ho realizzato molti lavori commissionati da committenti pubblici e/o privati come ad esempio Permanente presenza, la serie realizzata per la Guardia di Finanza del Trentino Alto Adige su invito del Mart, Museo di arte contemporanea di Trento e Rovereto, o la serie Forever Montecarlo, commissionata da Histoire d’Entreprises, un’azienda di Lione per la SBM del Principato di Monaco: una sfida per me davvero appassionante.

3. Quale luogo, città o mercati contemporanei sono più adatti a un artista che voglia affermare se stessa?

In un mondo ormai globalizzato non esiste un luogo deputato di vita per un’artista. Il luogo migliore è sicuramente quello in cui singolarmente ci si trova meglio e si riesce a pensare e produrre di più: per qualcuno è una grande metropoli, per qualcun’altra un paesino di campagna. Ma certamente, quello che è sempre importante, in qualunque luogo si decida di vivere, è viaggiare e vedere e conoscere molti contesti, così come restare sempre in contatto con situazioni e persone del mondo dell’arte contemporanea.

5. Nei tuoi lavori in mostra al Museo Macro ci sono dei fotomontaggi 'arditi' e pieni di fascino, che evocano passato, presente o semplicemente emozioni. Come nasce una foto così e come si sviluppa?

Spesso i miei lavori si sviluppano attraverso serie d’immagini che seguono un medesimo principio e una stessa tecnica. Ogni serie, pur attraverso l’uso della medesima tecnica, esprime però una diversa riflessione filosofica. Naturalmente tutti i miei lavori sono in qualche modo legati tra loro, permettendomi, negli anni, di approfondire la mia ricerca a partire da un principio: quello dell'importanza del punto di vista altrui come arricchimento del nostro sguardo soggettivo sulla realtà. Nella mostra al Museo Macro sono esposti due lavori realizzati attraverso la tecnica del fotomontaggio: Still here [Ancora qui] sviluppato a Parigi tra il 2009 e il 2013, che unisce fotogrammi di film girati nelle strade della capitale francese con immagini scattate da me negli stessi identici luoghi; e Sharing gazes [Sguardi condivisi] realizzato nel 2013 in Etiopia con un gruppo di studenti dell'Accademia di Belle Arti di Addis Abeba. Nelle cassettiere della biblioteca, dove si sviluppa la terza parte della mostra, è visibile anche la documentazione relativa a tre lavori prodotti precedentemente con una tecnica simile: Visioni dell'EUR (2002-2006), il primo di tutte queste serie; Permanente presenza, lavoro del 2007 di cui ho già parlato prima; Mille storie,  una lotta, lavoro commissionato dalla CGIL  per l'immagine della tessera del 2010, in occasione delle celebrazioni dei 40 anni dall'approvazione dello Statuto dei lavoratori. 

6. Il tuo lavoro è molto in relazione con i giovani e la loro crescita artistica. Quali sono i tuoi futuri progetti? Le tue mostre prossime?

Il prossimo 28 aprile ci sarà una tappa molto importante del progetto che ho realizzato l'anno scorso per il Comune di Casale Monferrato: un monumento-vivaio alle vittime dell’amianto, sorto dove un tempo si trovava la fabbrica Eternit che tante morti ha provocato a causa della fibra di amianto. Il Vivaio Eternot, questo il nome della mia opera, produce piante di Davidia involucrata, detta  albero dei fazzoletti per via dei suoi particolari fiori bianchi. Ogni anno, in occasione della Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto, dieci piante del Vivaio Eternot saranno donate a quanti si saranno distinti per il loro impegno nel combattere gli effetti dannosi di questa fibra così nociva, purtroppo ancora enormemente presente sul nostro territorio. 

7. Cosa  puoi di suggerire a giovani artiste in cerca di affermazione?

Lavorare, lavorare e lavorare, senza abbattersi davanti alle difficoltà o agli insuccessi, e senza mai tralasciare le relazioni e gli scambi con critici, galleristi, artisti, collezionisti e tutti gli altri esseri umani in generale, da cui possiamo imparare sempre di più, ogni giorno. 

 Links per approfondire:

 Gea Casolaro – Con lo sguardo dell’altro 

 La Galleria – The Gallery Apart

 L’archivio dei lavori – Italianarea

La pagina Facebook del Vivaio Eternot

Museo Macro, Museo di Arte contemporanea, Gea Casolaro, Arte contemporanea, The Gallery Apart, Arte pubblica, Vivaio Eternot

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