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Mediatore interculturale PDF Stampa E-mail
Lavoro e Carriere - Opportunità lavoro
sabato 21 marzo 2009
mediatore_interculturale.jpg Si parla di mediazione interculturale da qualche decennio ma solo ora il mediatore interculturale è apparso tra le figure più richieste ed urgenti e, pertanto, lavorare con la mediazione interculturale è una possibilità in più per trovare un'occupazione. Il mediatore culturale svolge un'attività ponte tra gli immigrati e le associazioni, istituzioni, strutture socio sanitarie. Da poco presentata la proprosta di legge per il riconoscimento del ruolo. Le competenze del Mediatore interculturale oggi risultano tra le più idonee a fornire delle risposte alle esigenze di una società sempre più multiculturale e multietnica, che necessita di azioni di integrazione a tutti i livelli.

Ed è proprio per il riconoscimento del ruolo di tale figura professionale che il 12 marzo, nella sala stampa della Camera dei Deputati, è stata presentata la Proposta di Legge Delega al Governo, n. 2138, finalizzata a garantire una maggiore tutela ai lavoratori del settore, anche mediante l'istituzione di un "Albo Nazionale dei Mediatori Culturali" ed un altro "delle Associazioni di mediazione interculturale", che sarà sottoposta al vaglio del Parlamento per l'approvazione.

Un primo ma decisivo passo avanti, tenendo conto della situazione di precarietà che coinvolge migliaia di operatori sociali impiegati dalla pubblica amministrazione e dal settore privato. La proposta di legge, che si auspica riceva un'approvazione bipartisan in Parlamento, rappresenta un sostanziale miglioramento delle condizioni dei mediatori interculturali i quali, allo stato attuale, sono impiegati nella pubblica amministrazione e nel settore privato senza avere alcun riconoscimento di figura professionale,  in una situazione di  assoluta precarietà.

Klodiana Çuka, Presidente di  INTEGRA ONLUS (Associazione per l'Integrazione degli Immigrati),  ha saputo portare avanti con tenacia le istanze di questa figura professionale e ha partecipato alla stesura dell'elaborato nella duplice veste, come Presidente dell'Associazione Integra Onlus e Dirigente Nazionale per l'etnia albanese del sindacato SEI Ugl / Membro del Coordinamento Nazionale del Sindacato dei Mediatori Interculturali del SEI UGL  nato nell'aprile del 2008.

Estremamente importante è stato il contributo scientifico e di competenza all'elaborazione dei contenuti della proposta di legge della dr.ssa Çuka. Grazie al suo lavoro svolto in passato come mediatrice interculturale e come Presidente dell'Associazione Integra, che annovera tra i propri soci circa quaranta mediatori culturali, ha potuto traslare nel progetto di legge l'esperienza maturata nel corso di dieci anni di attività sul territorio pugliese. Si è resa anche portavoce dell'esperienza estremamente interessante della formazione dei mediatori nella Regione Puglia, attraverso i corsi di formazione a valere delle risorse POR, con durata fino a 1200 ore.

Di notevole importanza è quindi l'approvazione della proposta da parte del Parlamento. L'istituzione dell'Albo nazionale garantirebbe una maggiore tutela dei diritti dei lavoratori, in primo luogo per quanto attiene all'aspetto economico (oggi privo di qualsivoglia forma di regolamentazione relativamente alla quantificazione della retribuzione oraria). Pertanto vi sarebbe anche una regolamentazione prodotta da un contratto collettivo nazionale di riferimento.
Il riconoscimento attraverso una legge, quindi permetterebbe l'inserimento dei contratti collettivi nazionali di riferimento. Infatti, la proposta di legge che presto sarà analizzata sui tavoli della Camera e del Senato andrebbe a regolamentare ulteriori aspetti, altrettanto importanti, unificando su tutto il territorio nazionale:

  • uniformazione dei criteri e della metodologia in tema di formazione su tutto il territorio nazionale;  
  • istituzione di una formazione generica e settoriale (scuola, ambito sanitario, penitenziario, sportelli, enti locali, ecc) per rendere questa professione un po' più stabile economicamente: assicurare una retribuzione mensile senza sottostare al rinnovo di progetti da 20 ore;
  • realizzazione di progetti finalizzati all'inserimento della figura del mediatore all'interno delle strutture pubbliche,  dando precedenza ai mediatori immigrati o madrelingua e agevolando allo stesso tempo l'inserimento di quegli studenti italiani che hanno padronanza della lingua ed approfondita conoscenza di usi e costumi dei paesi d'origine dei cittadini immigrati cui si rivolgono. 

Per chi ne vuole sapere nel particolare può scaricare la proposta di legge all'indirizzo http://seiugl.it oppure contattare i rappresentanti S.e.i. U.g.l. dott.sse Klodiana Cuka, Clarisse Niagne Essane e Natalya Tsebryk al numero 06.32482225-284 o per mail Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .


 
 

 
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