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Grande attesa per lo spettacolo che riscrive nel più contemporaneo dei linguaggi il più famoso testo teatrale.

«Proviamo a dire qualcosa su Napoli, da Napoli, scartando l’imperante e cinica oleografia criminale, l’estetica del male che stiamo assecondando». 

«In questo tempo di “paranze d’‘e criature” e di criature morti ammazzati, di padri che mandano – ancora – i figli alla strage, nell’Elsinore dove vivo, tra Forcella e Sanità, qui mi riappare l’ombra di Amleto, qui sento che non è tanto questione di essere o non essere ma di mal’essere, nel senso doppio della nostra lingua che dice insieme di persona cattiva ma anche di un profondo scoramento esistenziale: essere o non essere il male, piuttosto. Nessuno più e meglio dei numerosissimi rapper dei nostri territori sa esprimere, a parer mio, questo malessere oggi». 

Così il regista Davide Iodice spiega il senso di questo suo primo incontro con l’Amleto di Shakespeare, “…Amleto è l’emblema stesso del fare teatro ed è questione di maturità…”, che propone con il titolo Mal’essere affidando la riscrittura dei cinque atti del dramma ad un gruppo di rapper, vecchi e nuovi protagoniste dell’ attivissimo mondo dell’ hip hop partenopeo,   un atto per ciascuno, dagli storici Sha One, Joel e Fuossera fino ai più giovani talenti come ‘Op rot e Capatosta, ognuno con il proprio bit, con la propria lingua, secondo il proprio sentire, secondo la metrica del genere musicale e in lingua napoletana, su produzione del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale

Mal’essere è il nuovo capitolo della  ricerca del regista Davide Iodice: da “La fabbrica dei sogni” a “Un giorno tutto questo sarà tuo”, da “Mangiare e bere. e morte“ a “Mettersi nei panni degli altri-Vestire gli ignudi” del progetto “Che senso ha se solo tu ti salvi” ispirato a Le sette opere di misericordia di Caravaggio, fino a“Il velo”, del progetto sostenuto dalla Comunità Europea, Città in scena/Cities on stage, nel 2015, a cui sono seguiti, oltre Euridicee Orfeo, Drommar (realizzato con il Folkteatern di Goteborg) e Sonnai, entrambi parte della “ricerca itinerante sui sogni degli ultimi” del regista.

In Amleto, la vicenda del dramma del Principe di Danimarca risuonerà nelle voci dei rapper e degli attori svelando scorci e ferite della città odierna di sorprendente e inquietante attualità. «Con questo Mal’essere – ha dichiarato Davide Iodice – si può provare a dire qualcosa su Napoli, da Napoli, scartando l’imperante e cinica oleografia criminale, questo tempo di paranze dei bambini, un’estetica del male che stiamo assecondando, dove le crew dei rapper sono paranze vitali, di chi ha scelto l’arte al posto delle pistole».

Su drammaturgia dello stesso Davide Iodice e testi e riscritture dei rapper GianniDe Lisa detto 'O Yank e Pasquale Fernandez detto Sir (dei Fuossera), Alessandro Caricchia detto Joel, Paolo Romanodetto Sha One, Ciro Perrotta detto OpRot, Damiano Rossi detto Capatosta, in scena recitano gli attori Salvatore Caruso, Luigi Credendino, Veronica D’Elia, Angela Garofalo, Francesco Damiano Laezza, Marco Palumbo, Antonio Spiezia insieme ai rapper attori Gianni De Lisa detto ‘O Yank, Vincenzo Musto detto Oyoshe, Paolo Romano detto Sha One, Damiano Rossi detto Capatosta, Peppe Sica detto Oh. Le scene sono di Tiziano Fario, i costumi di Daniela Salernitano, le luci di Davide Iodice e Angelo Grieco, le musiche di Massimo Gargiulo. 

Calendario delle rappresentazioni:

1, 3, 7 e 10 feb. ore 21.00; 2, 8 e 9 feb. ore 17.00; 4 e 11 feb. ore 19.00; 5 e 12 feb. ore 18.00

Info: www.teatrostabilenapoli.it; biglietteria Teatro San Ferdinando: tel 081 292030 – 081 291878 

durata dello spettacolo 1h e 50’ senza intervallo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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